DIMMI CHE MI AMI (2002)

Loredana Berte - Dimmi Che Mi Ami - Front

 

TRACKS

  1. Dimmi che mi ami (P.Leon, C.Tortora, D.Latino) – 3:24

  2. Notti senza luna (Leon, L.Berté) – 3:37

  3. Io ballo da sola (C.Cavallo, Berté) – 5:07

  4. Mercedes Benz (Leon, Berté) – 5:04

  5. Dimmi che mi ami (versione strumentale) – 3:25

 

 

Retro

Nel 2002 Loredana Berté torna al Festival di Sanremo con la nuova casa discografica B&G, col brano “Dimmi che mi ami”, che, interrompendo un’abitudine di diversi anni, non porta la sua firma.

La casa discografica pubblica un EP a prezzo speciale di un cd singolo. Nell’EP, oltre al brano in gara a Sanremo, vengono pubblicati tre brani inediti registrati nel 2000 che facevano parte del video Loredasia, progetto video ideato, prodotto e realizzato con Asia Argento e distribuito soltanto via Internet. I tre inediti, “Notti senza luna”, “Io ballo sola” e “Mercedes Benz”, tutti e tre firmati da Loredana col fido Leon e con Mimmo Cavallo, verranno poi reinseriti nel cd “Bandaberté”, il fortunato lavoro discografico del 2005.

e la sua nuova casa discografica pubblica un CD singolo a prezzo speciale contenente il brano in gara al Festival, unitamente a tre inediti registrati nel 2000 che facevano parte del video Loredasia, girato insieme ad Asia Argento e distribuito solamente via Internet. I tre inediti verranno successivamente reinseriti in Babyberté”. 

Malgrado l’artista non lo riconosca tra i suoi album ufficiali, l’EP  riscuote un buon successo commerciale, giungendo al 7º posto in classifica.

 

(Fonti: Wikipedia)

 

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RECENSIONI E CURIOSITA’…

 

LOREDANA BERTE’: DIMMI CHE MI AMI

Sempre clamorosi come uragani i ritorni di Loredana. Perché il personaggio è speciale, complesso, ricco di potenzialità e anche di contraddizioni. La prima è questa: perché un’artista che propone canzoni come queste deve stare fuori dal giro che conta? Va bene, sono solo cinque canzoni, compresa quella presentata al Festival, ma certo la grinta, la profondità e la felicità di composizione sono notevoli. Come sempre, la Berté prende tutto di petto, aggredisce vocalmente, ma riesce a trovare il tono giusto anche per una sottile vena malinconica e uno spiccato senso autobiografico in Notti senza luna e in Io ballo da sola, in perfetto stile Ivano Fossati. La musica è grintosa, chitarristica, da lady rock quale lei è sempre stata e come ancora di più rivela in Mercedes benz. Certo, cinque canzoni sono solo un assaggio, ma dopo tanto digiuno anche questo va benissimo.

Antonio Orlando, Musica & Dischi – 8 aprile 2002

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LOREDANA BERTE’: DIMMI CHE MI AMI

 

Chi da Loredana Bertè si aspettava un intero album, resterà deluso e più deluso ancora lo sarà chi si aspettava il ritorno di una Loredana nel pieno delle sue forze. Escludendo l’episodio sanremese per cui il CD è stato pubblicato, gli altri tre pezzi sembrano a scelta: a) provini riusciti benino; b) scarti da album mai realizzati; c) improvvisazioni senza particolare interesse.

“Dio” è il protagonista di due dei tre brani “extra” insieme a tormenti, dèmoni, bastardi e a uno sconsolato pessimismo di fondo.

Mercedes Benz è un inno rock sul consumismo di cui non resterà memoria, una preghiera a Dio di concedere la grazia di possedere quella macchina di lusso a lungo sognata. Io ballo sola è un altro inno rock alla solitudine, al male, a Dio che “…oggi si è preso tutto…”, un brano autobiografico? Un chiodo fisso? Una ripetizione di cose già sentite. Meglio va in Notti senza luna che pur essendo l’ennesimo spaccato evidentemente persecutor-autobiografico, offre una cura maggiore nel testo e nel cantato di Loredana. Ciò che appare subito evidente è la differenza di produzione tra Dimmi che mi ami, piuttosto curata, e il resto di questo mini-cd che non riuscirà a soddisfare l’ascoltatore attento. Sarebbe stato meglio se si fosse scelto di far uscire solo il brano presentato a Sanremo in attesa di tempi e repertorio migliori.

 

Riccardo Iodice – www.bielle.org

 

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DIMMI CHE MI AMI

 

Fabrizio De Andre’ la chiamava “un pettirosso da combattimento”, l’amica Asia Argento la colloca addirittura “tra Baudelaire e Tina Turner”. Comunque la si voglia definire, Loredana Bertè e’ tornata!

 

Perche’ parlarne proprio su Bielle?

 

Quell’interprete appassionata di alcuni tra i classici della musica leggera italiana, l’importatrice del reggae e di un certo rock nel nostro paese, l’espressione vitale di molti grandi autori italiani anche all’estero, la trasgressiva icona che per trent’anni ha saputo essere sempre all’avanguardia con il suo talento e quel modo sempre nuovo di proporsi… oggi si trova ai margini.

 

Puo’ ancora contare sul sostegno di qualche fans irriducibile mentre la critica la giudica spietatamente per il “decadimento umano” e la casa discografica, conquistata a fatica dopo una lunga ricerca, sembra ostacolarla piu’ che aiutarla. E faticherete a trovare delle recensioni o degli articoli che parlino della sua musica e dell’artista (spesso scomoda), piuttosto che di gossip e maldicenze sulla sua vita privata.

 

Eppure questa settimana entra a sorpresa in classifica nella top-ten dei singoli piu’ venduti. Strano? Forse no, ha solo dovuto aspettare un po’ affinche’ il suo brano emergesse dalla fanghiglia post-sanremese (sua l’esibizione piu’ sincera di quest’anno – forse l’unica).

 

Non si tratta comunque di un semplice singolo. La prova del fuoco in attesa di un’eventuale album che potrebbe uscire in estate – casa discografica permettendo – avviene con un mini-cd (a prezzo ridotto) di quattro canzoni inedite che prende il titolo dal brano “Dimmi che mi ami” (presente anche in versione strumentale): “Uno dei tanti pezzi che in questi anni tenevo lì, solo per me. Ma era troppo tempo che me ne stavo chiusa in casa. Eccomi: sono ritornata!!!”

 

Le canzoni, che portano tutte la firma Bertè a quattro mani con Philippe Leon (anche produttore) o con Cosimo Cavallo, sono ben suonate da Lele Melotti (batteria), Giorgio Cocilovo (chitarre e arrangiamenti – questi ultimi lasciano onestamente un po’ a desiderare) e Paolo e Max Costa (rispettivamente basso e tastiere).

 

Gli altri tre brani “Notti senza luna”, “Io ballo da sola” e “Mercedes Benz” qualcuno puo’ averli gia’ sentiti e soprattutto visti in “LOREDASIA” il coraggioso cortometraggio-videoclip sperimentale presentato da Asia Argento al Torino Film Festival – edizione 2000.

 

Le canzoni non spiccano certo in originalita’ ma sono assolutamente sincere e racchiudono tutta la sua forza, la rabbia e persino una ritrovata auto-ironia “qui ad aspettare che Dio me la compri / stasera / dopo una vita intera / ancora qui ad aspettare / quella Marcedes Benz / la mia Marcedes Benz” (il video con Loredana e Asia lanciate sulla decappottabile come Thelma&Louise e’ gia’ cult).

 

Un piccolo lavoro di un’artista che avrebbe ancora molto da dire, se solo ne avesse la possibilita’. Sempre piu’ fuori dagli schemi, incontrollabile, fastidiosa, esagerata. Quasi un personaggio strappato da un film di Lars Von Trier o da un racconto di Bukowsky. Contro le sfide del tempo e le sfighe della vita, sempre tesa alla conquista di una sua liberta’ personale, a qualsiasi costo.

 

Che cantava la sua anima un po’ comunista e un po’ anarchica mentre i moderati rappresentavano la sinistra al potere e che oggi si presenta con una ballata d’amore disperato, spostandosi sempre avanti – o di lato – rispetto alle tendenze del momento.

 

In attesa del suo nuovo album. Speriamo…

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LOREDANA BERTE’  –  DIMMI CHE MI AMI

 

Chi da Loredana Bertè si aspettava un intero album, resterà deluso e più deluso ancora lo sarà chi si aspettava il ritorno di una Loredana nel pieno delle sue forze. Escludendo l’episodio sanremese per cui il CD è stato pubblicato, gli altri tre pezzi sembrano a scelta: a) provini riusciti benino; b) scarti da album mai realizzati; c) improvvisazioni senza particolare interesse.

 

“Dio” è il protagonista di due dei tre brani “extra” insieme a tormenti, dèmoni, bastardi e a uno sconsolato pessimismo di fondo.

 

Mercedes Benz è un inno rock sul consumismo di cui non resterà memoria, una preghiera a Dio di concedere la grazia di possedere quella macchina di lusso a lungo sognata. Io ballo sola è un altro inno rock alla solitudine, al male, a Dio che “…oggi si è preso tutto…”, un brano autobiografico? Un chiodo fisso? Una ripetizione di cose già sentite. Meglio va in Notti senza luna che pur essendo l’ennesimo spaccato evidentemente persecutor-autobiografico, offre una cura maggiore nel testo e nel cantato di Loredana.

 

Ciò che appare subito evidente è la differenza di produzione tra Dimmi che mi ami, piuttosto curata, e il resto di questo mini-cd che non riuscirà a soddisfare l’ascoltatore attento. Sarebbe stato meglio se si fosse scelto di far uscire solo il brano presentato a Sanremo in attesa di tempi e repertorio migliori.

 

Riccardo Iodice

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LOREDANA BERTE’  –  DIMMI CHE MI AMI

 

Il pettirosso è tornato più combattivo e graffiante che mai.

Peccato che il ritorno avvenga con un miniCD, quelli che un tempo si chiamavano E.P., ovvero Extended Play, e che contenevano quattro brani. Qui i brani sono cinque, contando anche la versione strumentale di Dimmi che mi ami, il brano che ha segnato il ritorno alla scena musicale di Loredana con la sua partecipazione al Festival di Sanremo a distanza di cinque anni da Luna. Da evidenziare che l’interpretazione di Loredana in Dimmi che mi ami su CD suona maledettamente bene ed è impeccabile.

 

Già all’epoca del “Pettirosso da combattimento”, nel 1997, i testi scritti dalla Bertè erano pervasi da un evidente pessimismo che qui si accentua e diventa protagonista assoluto, e mentre allora sembrava quasi di intravedere il lieto fine delinearsi all’orizzonte, in questo suo nuovo lavoro l’ottimismo già latitante si perde definitivamente di vista. La qualità delle quattro canzoni, compresa quella presentata a Sanremo, non eccelle in originalità ma dalla sua Loredana ha “quella” voce che, quando sapientemente controllata, sembra non aver subito le influenze dello scorrere del tempo.

 

Può piacere o no ma è innegabile che la sua grande forza sta nella grande personalità che ne fa un’interprete unica, riconoscibile sempre e ovunque, cosa, in questi tempi di omologazioni, sempre più rara e preziosa. Il mio sogno è sentirla cantare dieci belle canzoni nuove, magari blues, che le consegnino il posto di rilievo che si merita nel mondo della musica in cui lei abita a pieno diritto. Bello il libretto con quella significativa rosa dietro le sbarre…

 

Peccato non manchi qualche piccolo errore qua e là. Ma quando cominceranno a dare una controllatina ai lavori prima di mandarli in stampa?

E. Bo.

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LOREDANA BERTE’  –  DIMMI CHE MI AMI mini-Cd
Speriamo che non sia l’ultima volta.

Con affetto e rabbia eccoci a portare sul banco anche questo miniscampolo di Bertè. Doveva essere un rilancio, Sanremo, ma è già tanto che sia riuscita a cantare e stare in piedi per tre serate. Doveva esserci un album e in mano abbiamo appena quattro canzoni in stallo da un’eternità. Doveva esserci tanta Tv ma noi la Signora non l’abbiam più vista dall’Ariston. Doveva esserci san Pacolli, ma forse assomigliava più a Giuda.

Che resta allora? Una Loredana finalmente magra e questo mini cd che pure ha venduto abbastanza. E su questa troppo misera base, una recensione, il massimo che si può dire per non morire…
Del pezzo portato in riviera leggete nell’apposita sezione sanremese e già tanto basterebbe a giustificare gli 8 euro di questo mini-cd o maxisingolo (fate voi, 4 canzoni sono e 4 restano…).

Il resto? Trattasi della Bertè segregata in casa, nel mitico condominio n°10 di via Ariosto. Niente mari, niente amori, solo lei, il soffitto, le mura, i pensieri.

Persino le notti sono “Notti senza luna”, e il riferimento all’astro ormai è una griffe, come un novello Hitchock nascosto tra i suoi personaggi. E allora, no alla mancanza di originalità, ma sì a tutto quanto commuove ed è Loredana. Come dire, è tutto così già sentito, ma anche così credibile da luccicare ancora di arte. 7.
Dalla rassegnazione alla rabbia, il passo è breve e ben lo sa chi di Loredana si pasce quotidianamente. “Io ballo sola” tuona fulmini e saette, come dire, guai ad avvicinarsi. Eppure piace questa scarica rock (7.5) e più lei si dichiara sola, più i fans la amano.

Metafora e gioco nella più solare “Mercedes Benz” (7+). Intendiamoci, un solicino pallido e la morale è sempre quella (gli altri volano e io no). Ma perlomeno è Loredana cantabile, quasi alla Battisti, quello per l’appunto della canzone del sole.

Archiviata la base musicale di “Dimmi che mi ami”, il disco finisce di botto.

E finisce anche questa recensione. Perché, è vero, si potrebbe dire tanto, ma è tutto così impreciso, contraddittorio, incerto, privato, da meritare un dovuto e prudente silenzio. Resta solo questo disco, forse non del tutto finito, specie negli arrangiamenti, condito da un talento senza confini e misura, in tutti i sensi.
Se ne vorrebbe sapere di più ma le ultime tracce di Bertè portano fin qui. E domani che sarà…

Riccardo Turchi – 17 ottobre 2002

 

 

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DIMMI CHE MI AMIIL RITORNO DELLA TIGRE TRA SCILLA E CARIDDI

 

La musica leggera celebra il rientra di un’artista “maledetta”, nel senso nobile e poetico del termine: come i poeti maledetti, i Baudelaire e i Rimbaud, per intenderci.

Paragoni che a lei non dispiacerebbero oltretutto, nonostante gli addomesticamenti di una tv un po’ nazionalpopolare che l’ha appena presentata come rediviva e redenta.

Il ritorno è invece di quelli graffianti e contro. Come ha detto Giampiero Mughini di lei e della sua esibizione “si tratta di un pezzo di teatro drammatico in musica leggera”.

E lei è Loredana Bertè, una vita spericolatissima e brani leggendari per generazioni oggi tra i 30 e i 40, come il celebre Mare d’Inverno che Ruggeri le aveva scritto addosso e lei cantava con evidente partecipazione con “questo vento che agita anche me”.

Il ritorno stavolta si abbina al carrozzone festivaliero e si traduce in un cd singolo pure raffinato nella grafica, senza baracconerie, con il brano del festival Dimmi che mi ami, più altri quattro pezzi Notti senza luna, Mercedes Benz, la “strumentale” del festival e la splendida Io ballo da sola da cui i versi di Bertè e Cosimo Cavallo:

E come vedi sono ancora qui e tutti gli altri a bordo ring.

E ti saluto anima mia dentro la muffa di queste mura

E non ci sono più per nessuno da oggi in poi ora.

O soprattutto – visto che si parla di mare e di affini:

Il male che non cambia mai le sorti

Fra Scilla e Cariddi

Ed io ed io…

 

con tanto di riferimento mitologico e di radici dell’artista ovviamente marinare (è di Bagnara Calabra).

Certo, Loredana su disco appare in gran forma e non si discosta dal suo genere, dal suo repertorio, da certo rock, da certi testi denuncia. Il che del resto è garanzia di continuità anche nei confronti di quel pubblico che lei comunque ha mantenuto negli anni e che in questi giorni ne tributa un grande ritorno nei numerosissimi passaggi in radio.

 

di Enzo Cilento

 

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LOREDANA BERTÉ  –  DIMMI CHE MI AMI

 

Grintosa, polemica, famosa per le sue sfuriate: Loredana non si è smentita nemmeno questa volta. La sua partecipazione a Sanremo, un grande rientro dopo anni di silenzio, sembrava essere in forse per dissapori con la sua casa discografica, la B&G. Allarme rientrato, per fortuna, e la Berté, fortemente voluta da Baudo, è tornata trionfalmente tra le fila dei big. Nata nel 1950 a Bagnara Calabra, è sempre stata una voce “contro”, a partire dal suo primo album, Streaking (1974), dove appariva nuda in copertina. Il festival di Sanremo la vede protagonista ben sette volte. La partecipazione più controversa è stata senz’altro quella del 1986, quando dette scandalo esibendo un finto pancione. Un’altra edizione storica, ma per altri motivi, è stata quella del 1993, quando ha duettato con la sfortunata sorella Mia Martini in Stiamo come stiamo.

Loredana è assente dalle scene dal 1998, anno in cui ha registrato, con la supervisione artistica di Renato Zero, l’album live “Decisamente Loredana”.

Pare che per essere in forma per questa 52ma edizione del Festival, la sua ottava partecipazione, Loredana abbia perso ben 20 chili.

 

TV Sorrisi e Canzoni

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SANREMO 2002

 

LOREDANA BERTE’

 

“Le Lollipop? Terrificanti. Alexia? Una nata già vecchia”. Con queste morbide dichiarazioni si è già presentata. Ma anche con 20 Kg in meno e un disco esplosivo. Lei, la Vera Artista, in mezzo alle mummie. Speriamo che li ammazzi (quasi) tutti. Voto: 9 Possibilita’ Di Successo: se canta bene è già un successo, di più sarà dura.

DIMMI CHE MI AMI – Loredana Bertè ( 9 ) – Un dolore sempre più grande dentro un corpo e una voce sempre più esili. “Dimmi che mi ami almeno un po’, quel po’ che si può dire per non morire…” Chi altri potrebbe arrivare a tanto? Tragicamente bellissima.

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DIMMI CHE MI AMI

 

E’ un buon ritorno. Canta con passione, come faceva un tempo, una struggente invocazione d’amore in chiave rock. “Per amore si può mentire ma io non mento mai”, così inizia la canzone e sembra una incoraggiante dichiarazione d’intenti.

 

La Repubblica

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…La Bertè rimane imbattibile e purtroppo anche l’ultima rockstar del Festival.

 

Roberto D’Agostino

 

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Provocatrice nata, Loredana Bertè non ha perso lo smalto nonostante i 51 anni compiuti e, con 20 chili di meno, torna sul palcoscenico dell’Ariston dopo quattro anni di silenzio pronta a lanciare nuove sfide. A Sanremo canta Dimmi che mi ami. E’ l’amara storia di un amore part-time: lui è impegnato e la cerca quando vuole; lei vorrebbe di più e non glielo nasconde: “Dimmi che mi ami almeno un po’, quel po’ che si può dire per non morire…

 

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LOREDANA BERTE’  –  DIMMI CHE MI AMI

 

Parole: Testo personalizzato. Ma c’è solamente istinto: manca la creatività. **

Musica: Riccardo Cocciante aleggia nei dintorni: non sembra una canzone della Bertè. *

Interprete: Solitamente più “cattiva”, questo brano non esprime il suo carattere.***

A chi piacerà: I fan della Bertè storceranno il naso. Potrebbe apprezzarla chi ama melodie soft. **

Santi protettori: Non era certa di riuscire a trovare un posto sul palco dell’Ariston: chissà… *

Paolo Limiti

 

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Sanremo 2002 5 – 6 – 7 – 8 – 9 marzo

 

“QUELLA CHE PORTO AL FESTIVAL E’ UNA CANZONE DAL RITMO ARABEGGIANTE, CHE SA DI DESERTO… O VA BENE O SMETTO DI CANTARE”

 

Con queste parole Loredana descrive la canzone che “da anni teneva solo per se” e che segna il suo grande ritorno sul palco dell’ Ariston a cinque anni dall’ultima apparizione con “Luna”.

 

LE SERATE

La prima sera del festival Loredana si esibisce per ultima. E’ naturalmente una strategia di Baudo per tenere incollati al teleschermo fino alla fine il maggior numero di spettatori, dato che l’ unico mistero o incognita del festival è proprio Loredana. Appare sulla scena dopo mezzanotte vestita con un abitino nero velato, guanti, stivaletti e capelli lunghissimi con extension colorate, quasi un look “Strega” che per l’ ultima serata si trasformerà in “Fata turchina”. La canzone e l’arrangiamento colpiscono subito per intensità. La performance canora è un po’ incerta. Già da stasera Loredana è 17esima nella classifica demoscopica provvisoria, piazzamento che si confermerà anche in quella finale. Al dopofestival il giornalista Giampiero Mughini commenterà come scandalosa la scelta del pubblico di relegare una splendida canzone e un’interprete del calibro della Bertè agli ultimi posti.

Un corpo dimagrito in modo prodigioso, due gambe da ragazzina, ma un viso molto segnato dalle recenti sofferenze; così Loredana Bertè, 51 anni, si è presentata sul palco dell’Ariston. Per una volta la ribelle della canzone italiana ha rinunciato a dare scandalo nel vestire, ma la sua interpretazione di Dimmi che mi ami è apparsa incerta e confusa, anche se piena di grinta disperata. [Visto, n. 11, 15/3/02]

La seconda sera Loredana si presenta sul palco con un abito simile a quello della sera prima ma di colore avorio, a collo alto, con un motivo di pizzo nero all’ altezza delle spalle e con la guepiere cucita all’ esterno dell’ abito. Il look di Loredana è stato molto criticato: “Sembrava pronta per un ruolo secondario in un film tipo “Il nome della rosa” con un look gotico senza luccicanza“. Come confesserà lo stilista Riva: “E’ venuta da me con una guepiere comprata dalla bustaia e pretendeva che gliela attaccassi alle mutande“. In ogni caso l’ interpretazione e’ più convincente.

La terza sera è la volta dei giovani e solo metà dei big si esibisce in un estratto di un minuto della loro canzone (Successe già nell’ ’86 ma in quel caso Loredana cantò in playback). I big escono sul palco a gruppi di 4. Loredana è vestita come la prima sera e dialoga incessantemente con i colleghi che le stanno accanto. Al momento dell’ esibizione si presenta al microfono con un foglietto di carta dove si era scritta le parole della canzone e che Pippo Baudo le prende facendole da “gobbo-suggeritore”. Dal pubblico si levano delle voci “Grande!” e al momento di cantare Loredana trattiene a stento le risa.

La quarta sera sono in gara i giovani e la seconda trance dei big, quindi Loredana non partecipa. Questa è anche l’ unica sera in cui Loredana è presente al “Dopofestival” dove instaura una intensa conversazione con Mino Reitano e con gli altri ospiti e dove riceve i complimenti di tutti i presenti. Le chicche della nottata sono quando risponde a un inviato di una radio privata dicendo “Ao dicono che sto in coma! Te sembro in coma? Non tiro posaceneri da 3 giorni, non prendo a calci nessuno, mi sa che mi devo da’ da fa’ a prende a calci qualcuno immediatamente!” e quando alle “effusioni” tra Pippo Baudo e la giurata Vittoria Cabello esordisce con un sonoro “Bastaaa!” tra le risa di tutti i presenti.

Alla serata finale Loredana è la prima a salire sul palco indossando un abito color “cielo-turchino”. L’interpretazione e’ ancora migliore. Al termine della canzone Loredana raggiunge correndo Pippo e lo abbraccia; Pippo Baudo definisce il ritorno di Loredana alla canzone come “Una vittoria personale nei confronti di se stessa” e lei se ne va dicendo “Ti amo, ti sposo, sei troppo bravo

 

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LA BERTE’ FORSE CANTA A SANREMO
Loredana Bertè parteciperà al festival di Sanremo? La parola a Pippo Baudo che deciderà nei prossimi giorni: le trattative con Popi Minellono, direttore artistico della neonata casa discografica B&G, sono state avviate. Ora si attende il responso. “Siamo qui – ha detto Minellono – per lanciare la nuova etichetta voluta da Bedhjet Pacolli e Gianni Belleno ma anche per presentare alla stampa undici artisti, noti e meno noti, nei quali crediamo e sosterremo a lungo”. La B&G (iniziali di Bedhjet Pacolli e Gianni Belleno) ha visto la Bertè subentrare come prima donna al posto della ex moglie di Pacolli, Anna Oxa. I bene informati sono certi che l’interesse che l’imprenditore kosovaro nutre oggi per la musica gli sia stato instillato dall’ex compagna ed il divorzio sia vvenuto quando gli sforzi per costruire un etichetta erano già molto vanti.

In ogni caso, sempre per Sanremo, la B&G ha piazzato i suoi Botero nella categoria “giovani” e la soddisfazione per il bellissimo disco che si sta preparando con la Bertè (del quale proprio Minellono ha parlato in termini entusiastici) tengono alto il morale dei novelli discografici. Sono infatti parecchie le novità che l’etichetta propone in campo industrial-musicale. Si va dalla ricerca di nuovi talenti tramite concorsi e corsi di perfezionamento che avranno luogo nelle sede romana per arrivare, almeno sulla carta, a prezzi politici per i cd che saranno venduti in una confezione cartonata a scapito della solita plastica. Gli artisti che si muovono sotto la supervisione del manager del gruppo e godranno della distribuzione in tutti i nove paesi dove la Mabetex (la società madre di Pacolli) si muove e ha delle sedi. “Abbiamo grandi idee – ha detto Belleno – che vogliamo portare avanti anche se siamo piccolissimi. Vogliamo organizzare un magazine musicale che per ora non ha un nome, ma potrebbe essere “Musica e News”.”

Tuttavia, anche se il disco vive un momento di crisi paradossalmente mercoledì la B&G non è stata la sola etichetta a muovere i primi passi. Mario Ravezzi, cantautore e grande conoscitore del mondo discografico che ha frequentato sia da produttore che da artista, ha fatto d padrino alla Cassiopea Music. L’obbiettivo è quello di lanciare nuovi artisti con nomi quali Coast to Coast, Sasà flauto, Giuseppe Fulcheri, Mata Faccani (questa interessante focalist dovrebbe essere tra i giovani di Sanremo 2002),le Funny Star e il cantautore siciliano Vittorio Visconti. “Punto molto sul cuore – ha detto Ravezzi – e sul talento delle persone che incontro sulla mia strada. Potete immaginare quanti giovani mi sia capitato di ascoltare in tutti questi anni di carriera. Ebbene, grazie alla Cassiopea Music, voglio convogliare i più bravi e meritevoli dentro un progetto di largo respiro.

 

La Stampa, dicembre 2001

 

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LOREDANA BERTE’: “O VINCO SANREMO O SMETTO DI CANTARE”

Ho recuperato la taglia di vent’anni fa“, racconta.

Quattro anni di silenzio, poi, improvvisamente, il miraggio della rinascita. Sono stati anni bui quelli che ha appena trascorso Loredana Bertè (nelle foto), duramente provata dalla morte della sorella Mia Martini (insieme nella foto più a destra). A quel tragico momento è seguito un periodo difficile che l’ha portata a cadere nella depressione e a ingrassare, ingozzandosi di merendine e nutella.

Poi il 13 marzo scorso ha deciso di smettere, di tornare a cantare e sulla sua strada si è affacciato Beghejet Pacolli, imprenditore albanese, famoso alle cronache per il suo matrimonio, finito, con Anna Oxa, che ha creduto in Loredana, ha fondato una nuova casa discografica, iniziamente pensata per la ex moglie, di cui Loredana sarà la star di punta.

Con questo spirito la pasionaria della canzone italiana si prepara a sbarcare al Festival di Sanremo: sarà la sua ottava volta. “Stavolta ho deciso: o va bene a Sanremo o smetto”, dice subito la cantante calabrese. Sarà in gara all’Ariston col brano Dimmi che mi ami, scritto insieme a Pino Leon. “Mi fa piacere tornare a Sanremo perchè ho qualcosa da dire”, spiega la Bertè, impegnata a disegnare il vestito che indosserà al Festival. “Ho un album pensato per quattro anni e rifiutato dalle case discografiche. Finchè non è arrivato Pacolli. A Sanremo finalmente è tornato Baudo e mi sembra più Festival, lo scorso anno era una carrambata. Quest’anno voglio divertirmi, a 50 anni altrimenti che canto a fare?”. Nessuna paura dei gossip extramusicali sanremesi: “Farò finta di niente”, dice, “voglio solo vendere un sacco di dischi e far cantare a tutti la mia canzone. Non vado a Sanremo per timbrare il cartellino. Porterò un pezzo arabeggiante. Parlerò d’amore perchè di guerra ne parlavo tanti anni fa e mi dicevano che sbagliavo: chissà, forse volevano che facessi l’uncinetto con la Oxa. E voglio vincere: me lo merito proprio, una Bertè deve starci nell’albo d’oro che già presenta lo scandalo di non avere Mia Martini”.

A proposito del resto del cast della kemesse musicale, la cantante, come al solito, non ha peli sulla lingua: “Alexia mi sembra già vecchia, spero che a Sanremo presenti una canzone brutta come “Ti amo ti amo” così avrò più possibilità di vincere. I Gazosa sembrano gli Hanson ma non lo sono. Le Lollipop? Terrificanti. E sono contenta che non ci siano i superospiti italiani”.

“I Festival che ricordo più volentieri? Quelli che vedevo da Stoccolma a cui partecipava mia sorella”. La cantante si riferisce al periodo in cui aveva abbandonato la musica per trasferirsi in Svezia insieme all’ex marito Bjorn Borg.

Dimagrita “tanto da entrare nella taglia che indossavo quando avevo vent’anni”, Loredana non dimentica i sacrifici fatti per arrivare all’appuntamento di febbraio: “E’ assurdo soffrire così”, dice la rockstar che, dopo Sanremo, farà uscire un album da cui saranno estratti tre video interpretati da Asia Argento. Un’amicizia, quest’ultima, nata durante la registrazione “on the road” del programma Milano-Roma. Il suo nuovo lavoro conterrà anche una canzone su Baudelaire e una su Janis Joplin.

Le case discografiche mi avrebbero accusata di non vendere perché ero troppo grassa. Ho voluto togliere questo alibi. Stavolta per me è la prova del fuoco: o va bene o finisco di cantare perché mi sono rotta”. In bocca al lupo!

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BAUDO SCRIVE ALLA CASA DISCOGRAFICA DELLA BERTE’

 

La casa discografica di Loredana Berte’, la B&G Entertainment, ha inviato lunedi’ 21 gennaio u.s. via fax a Pippo Baudo Direttore artistico del 52mo Festival di Sanremo una lettera nella quale comunica “l’assoluta impossibilita’” di presentare alla prossima edizione della rassegna “la nostra artista Loredana Berte’ ….alle prese con alcuni veri problemi di salute”.

Pippo Baudo oggi, d’intesa con l’Organizzazione del Festival, ha risposto alla B&G Entertainment, ed inviato per conoscenza a Loredana Berte’, una lettera precisando che: “La “assoluta impossibilità”, per motivi di salute, della signora Loredana Berte’ a partecipare al Festival, da voi comunicata con lettera, non puo’ essere presa in considerazione se non viene significata e confermata formalmente, all’Organizzazione della manifestazione, dalla signora medesima, che ha sottoscritto personalmente la domanda di partecipazione; tale eventuale significazione-conferma, in mancanza della quale non puo’ venire adottata, dall’Organizzazione stessa, alcuna delle soluzioni previste dal regolamento, deve inoltre essere documentalmente certificata, anche in funzione dell’esonero della signora dalla responsabilita’ risarcitoria prevista in caso di defezione; soltanto dopo che tali formalita’ insostituibili siano state regolarmente e validamente espletate, sara’ possibile esaminare e disporre, nel rispetto del regolamento, una delle soluzioni sopra richiamate.

Allo stato, pertanto, la signora Berte’ e’ da considerarsi, a tutti gli effetti, ammessa alla manifestazione, con il brano indicato nella richiamata domanda di partecipazione ed attraverso il Vostro ruolo di casa discografica”.

 

 

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BAUDO: SE LA BERTE’ NON VIENE A SANREMO DEVE DIRLO LEI
A Sanremo si apre il “caso” Loredana Bertè. La casa discografica della cantante, B&G Entertainment, ha annunciato ieri il forfait della Bertè “alle prese con alcuni veri problemi di salute”. Ma Pippo Baudo non ci sta e rilancia: Loredana Bertè, afferma Baudo in una lettera inviata alla B&G Entertainment, per ora resta “ammessa” al Festival di Sanremo, la sua “assoluta impossibilità” a partecipare va “confermata formalmente” dalla stessa cantante e la conferma va “documentalmente certificata”, anche per mettersi al riparo dai risarcimenti previsti in caso di defezione.

“L’assoluta impossibilita, per motivi di salute, della signora Loredana Bertè a partecipare al festival – si legge nella lettera inviata da Baudo, d’intesa con l’organizzazione – da voi comunicata con lettera, non può essere presa in considerazione se non viene significata e confermata formalmente, all’organizzazione della manifestazione, dalla signora medesima, che ha sottoscritto personalmente la domanda di partecipazione; tale eventuale significazione-conferma, in mancanza della quale non può venire adottata, dall’organizzazione stessa, alcuna delle soluzioni previste dal regolamento, deve inoltre essere documentalmente certificata, anche in funzione dell’esonero della signora dalla responsabilità risarcitoria prevista in caso di defezione; soltanto dopo che tali formalità insostituibili siano state regolarmente e validamente espletate, sarà possibile esaminare e disporre, nel rispetto del regolamento, una delle soluzioni sopra richiamate. Allo stato, pertanto – conclude la lettera – la signora Bertè è da considerarsi, a tutti gli effetti, ammessa alla manifestazione, con il brano indicato nella richiamata domanda di partecipazione ed attraverso il vostro ruolo di casa discografica”. (Red)

 

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CASO BERTE’: LA B&G RISPONDE ALLA LETTERA DI BAUDO
“Prendiamo atto della risposta di Baudo, la stiamo valutando con i nostri legali”. E’ questa la risposta della B&G Entertainment, la casa discografica di Loredana Bertè, alla lettera che Pippo Baudo ha inviato sul ritiro della cantante dal prossimo Festival di Sanremo.

La vicenda resta quindi aperta, e c’è chi ipotizza anche una possibile riappacificazione ‘forzata’: “Se Loredana parteciperà al Festival? Stiamo valutando con i nostri legali quali margini ci sono perché ciò avvenga”, dicono alla casa discografica di Bejet Pacolli, l’ex marito di Anna Oxa oggi discografico della Bertè. (Red)

 

 

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PROMETTO CHE AL FESTIVAL DI SANREMO CI SARO’

 

In una nota, la Rai rende noto che la B&G ha inviato ieri via fax a Pippo Baudo una lettera nella quale comunica ”l’assoluta impossibilità” di presentare alla prossima edizione della rassegna ”la nostra artista Loredana Bertè… alle prese con alcuni veri problemi di salute”.

Oggi Baudo, d’intesa con l’Organizzazione del Festival, ha risposto alla B&G, ed inviato per conoscenza a Loredana Bertè, una lettera nella quale precisa che ”la assoluta impossibilità, per motivi di salute, della signora Loredana Bertè, a partecipare al festival, da voi comunicata con lettera, non può essere presa in considerazione se non viene significata e confermata formalmente, all’Organizzazione della manifestazione, dalla signora medesima, che ha sottoscritto personalmente la domanda di partecipazione”.

In serata non si fa attendere la risposta della cantante: ”Io sto benissimo, godo di ottima salute e spero di averla anche per il futuro. Non so niente di quello che hanno scritto i giornali -ha commentato la Bertè al telefono dalla sua abitazione milanese- e, per quel che mi riguarda, non ho alcun problema con la mia casa discografica. Forse si è trattato di un equivoco, forse a Lugano, dove c’e’ la B&G, c’è troppo sole e hanno preso un abbaglio.

Per me non c’è alcun dubbio, a Sanremo ci andrò, sto continuando a registrare il mio disco.

Sono tranquillissima, anzi un po’ sorpresa per tutte queste voci di cui, ripeto, non so niente”.

Loredana spiega che ”le parole di Baudo mettono fine a qualsiasi discorso. Non rinuncio al Festival per un equivoco. Problemi con Pacolli? Per carità, a quanto ne so è all’estero, purtroppo il guaio è che non è molto presente e forse altre persone della casa discografica hanno capito male. Ma io dipendo solo da Pacolli, è lui il mio discografico e con lui non ho problemi”.

Dunque, andrà al Festival? ”Ci mancherebbe – dice – sto preparando il vestito e sto finendo l’album. Mi piace cantare e Sanremo è una bella occasione per tornare dopo cinque anni in cui non avevo niente da dire e in cui era giusto far sentire l’assenza”.

 

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SANREMO: LA BERTE’ RESTA AMMESSA AL FESTIVAL… PAROLA DI BAUDO

 

La Berté resta “ammessa” al Festival di Sanremo: questa la risposta di Pippo Baudo (ripresa dall’agenzia ANSA) alla B&G Entertainment, relativa alla posizione ufficiale della cantante che, secondo fonti ancora non confermate, avrebbe scelto di rinunciare alla prestigiosa kermesse canora. In sostanza, Baudo domanderebbe all’artista ed alla casa discografica di “documentare e confermare formalmente l’assoluta impossibilità della signora Loredana Berté a partecipare al Festival”: il presentatore avrebbe quindi chiesto di dimostrare la ventilata “indisposizione fisica” della cantante, anche per mettersi al riparo da eventuali penali derivanti dall’improvvisa rescissione del contratto di partecipazione. Pronta la risposta della B&G: la casa discografica che cura gli interessi della Berté ha dichiarato di “stare valutando, insieme al suo studio legale, la mossa migliore da fare”. Allo stato attuale delle cose, la soluzione che voci di corridoio danno come più probabile pare sia la sostituzione della stessa Berté con un’altra artista della B&G. Qualche ora più tardi sono arrivate, a smentire le congetture fatte nel pomeriggio, anche le dichiarazioni della stessa Berté: “Macché impossibilitata a venire. Io sto benissimo e non vedo l’ora di andare a Sanremo. Non capisco tutta questa confusione: sto solo aspettando di comunicare con Pacolli (boss della B&G), che purtroppo è al momento all’estero. E io, non avendo il telefonino, non sono ancora riuscita a parlarci… Dovrò procurarmene uno, come mi consiglia sempre Pacolli. E Pacolli ha sempre ragione”.

 

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LOREDANA BERTE’: MACCHE’ MALATA! IO A SANREMO CI SARO’!

 

“Io sto benissimo, godo di ottima salute e spero di averla anche per il futuro”. Loredana Bertè risponde così alle voci corse nelle ultime ore sul suo possibile forfait al prossimo Festival di Sanremo. E smentisce ogni cosa. “Non so niente di quello che hanno scritto i giornali – ha dichiarato la cantante all’agenzia Adnkronos, al telefono dalla sua casa milanese – e, per quel che mi riguarda, non ho alcun problema con la mia casa discografica. Forse si è trattato di un equivoco, forse a Lugano, dove c’è la B&G, c’è troppo sole e hanno preso un abbaglio. Per me non c’è alcun dubbio, a Sanremo ci andrò, sto continuando a registrare il mio disco. Sono tranquillissima, anzi un po’ sorpresa per tutte queste voci di cui, ripeto, non so niente”.

Sembrerebbe dunque che all’origine di tutto ci sia stata proprio una polemica fra la Bertè e il suo discografico, Pacolli, che aveva annunciato il forfait motivandolo con “problemi di salute”. Ma la Bertè spiega che “le parole di Baudo mettono fine a qualsiasi discorso. Non rinuncio al Festival per un equivoco. Problemi con Pacolli? Per carità, a quanto ne so è all’estero, purtroppo il guaio è che non è molto presente e forse altre persone della casa discografica hanno capito male. Ma io dipendo solo da Pacolli, è lui il mio discografico e con lui non ho problemi”.

Insomma, Loredana Bertè a Sanremo ci vuole andare eccome: “Ci mancherebbe – conclude lei – sto preparando il vestito e sto finendo l’album. Mi piace cantare e Sanremo è una bella occasione per tornare dopo cinque anni in cui non avevo niente da dire e in cui era giusto far sentire l’assenza”. (Red)

 

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SANREMO, BAUDO: BERTE’ & B&G FACCIANO PACE

“Vogliamo la pace fra Loredana Bertè e la B&G”: parola di Pippo Baudo che sottolinea con una battuta l’impegno della direzione artistica del Festival di Sanremo. “Vogliamo che la cantante e la sua casa discografica trovino un accordo “dice Baudo, “e che insieme partecipino al Festival, nel rispetto sia degli interessi della B&G, sia degli interessi e del valore umano della Bertè. Stiamo parlando in queste ore, anche con gli avvocati, affinché l’artista e la casa discografica vivano questa esperienza, magari singola, ma che la vivano insieme”.

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SANREMO: FUORI LA BERTE’ MA BAUDO NON CI STA

Sulla partecipazione al Festival scontro tra la cantante e la sua casa discografica

 

ROMA – Le carte bollate segneranno il prologo del Festival di Sanremo, che inizierà il 5 marzo. Da un paio di giorni circola la notizia del forfait di Loredana Berté, che all’Ariston era attesa con la canzone “Dimmi che mi ami”. La verità è che lunedì scorso la B&G, l’etichetta di Behgjet Pacolli, ha rinunciato alla cantante con una lettera alla Rai in cui si parla di “veri problemi di salute”. Dalla sua casa di Milano la Berté smentisce: “Io sto benissimo, godo di ottima salute: sto preparando il vestito e sto finendo il mio album”. Baudo, in mezzo a queste acque agitate, naviga da marinaio esperto: “Quella lettera non può essere presa in considerazione. Se la signora Berté non vuole venire al Festival deve dircelo di persona”. Sul caso Berté si scontrano due filosofie, quella ispirata dal regolamento del Festival e quella incarnata dal direttore artistico, che ha improntato il suo ritorno all’Ariston puntando sul rapporto diretto con gli artisti. È vero che il regolamento indica due possibili soluzioni: recuperare la canzone facendola interpretare ad un altro artista o recuperare l’artista offrendogli un’altra canzone. Ma mai Baudo, nelle dichiarazioni rilasciate ieri attraverso l’ufficio stampa della Rai, ha chiarito se Loredana Berté, vista la volontà della sua casa discografica, potrà o meno utilizzare la canzone che sta tra mille difficoltà provando in sala di incisione e che dovrà consegnare al Festival entro il 26 gennaio.

Né la canzone in gara al Festival, scritta da Leon, né le altre dell’album sarebbero ancora pronte, perché la cantante avrebbe sollevato tanti di quei problemi da scoraggiare tecnici e musicisti che la affiancano nell’opera. Intanto il tempo e il budget di spesa corrono. Forse però Baudo riuscirà nel miracolo: il brano, come già si mormora, potrebbe passare a Ivana Spagna che ha firmato per la B&G, e magari, aumentando a 21 il numero degli artisti in gara, si potrà recuperare la Berté. O forse la casa discografica si convincerà a tornare sui suoi passi, scendendo a patti con la Rai. La risposta della Bertè, sorpresa dall’iniziativa della B&G, la dice lunga sulla linea editoriale del Festival di Baudo: “Non ho alcun problema con la mia casa discografica. Forse si è trattato di un equivoco, forse a Lugano, dove c’è la B&G, c’è troppo sole e hanno preso un abbaglio. Per me le parole di Baudo mettono fine a qualsiasi discorso. Non rinuncio al Festival per un equivoco”. La B&G non perderà il treno per l’Ariston: Berté o non Berté, sarà presente con due big (l’altra è Mariella Nava) e i Botero tra i giovani.

 

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LITE TRA LA CANTANTE E L’ETICHETTA “B&G”.

Loredana fa marcia indietro e dice: «E’ stato tutto un equivoco». Berté a Sanremo, scoppia il “caso”. I suoi discografici la sostituiscono con Spagna, Baudo cerca di salvarla.

di Marco Molendini

 

ROMA – Loredana infiamma il festival, prima di cominciare. La sua casa discografica vuole rimpiazzarla con Ivana Spagna adducendo diplomatici “motivi di salute” e lei rilancia: «Andrò a Sanremo». In mezzo, Pippo Baudo che non vuole perderla. E racconta: «Ho parlato con lei e non mi è sembrato che stesse così male come dicono i suoi discografici. Eppoi, bisogna che sia lei a dichiarare che non può partecipare. Noi abbiamo invitato lei, e abbiamo apprezzato la sua canzone, Dimmi che mi ami».

Sulla stessa linea la cantante calabrese: «Godo di ottima salute. Non rinuncio al festival per un equivoco, forse a Lugano, dove c’è la B&G, c’è troppo sole e hanno preso un abbaglio. Sto continuando a registrare il mio disco e il mio vestito è pronto». Si aggrappa a Pippo, Loredana, ha avuto la solidarietà di Renato Zero, disposto a darle una mano, si appella a Behgjet Pacolli «qualcuno della sua casa discografica deve aver capito male, con lui non ho problemi». Ma Pacolli, in ’intervista a Chi, chiude il caso: «Loredana è un cavallo a briglia sciolta che non vuole piegarsi alle regole di una scuderia ed è giusto che corra da sola». Baudo spera nella pace e da due giorni media. Ma Dimmi che mi ami almeno un po’ è stata scritta da Leon, autore della scuderia Pacolli che può disporne come vuole, affidandola dunque a un’altra interprete.

Un compromesso sembra difficile, anche perchè i tempi sono strettissimi e Spagna è già scesa in pista (sta provando la canzone): entro sabato il pezzo va presentato al festival completo di arrangiamenti e partiture. A meno che la B&G decida che è meglio non buttare dalla finestra i 500 milioni investiti sulla Bertè e che Loredana non faccia mea culpa ritirando la richiesta di risarcimento di tre miliardi fatta a Pacolli, dopo una sfuriata terribile. La cantante era inviperita contro la casa discografica che, dopo un’apparizione tv, aveva perduto l’unica copia del video da lei girato in America con Asia Argento.

Intanto, ieri il comune ha annunciato che il Premio alla carriera sarà diviso fra Carlo Alberto Rossi e Roberto Murolo che oggi compie 90 anni (e al quale Raisat show dedica un omaggio firmato da Renzo Arbore). Infine, è ormai imminente la scelta delle due partner di Baudo. Arcuri e Barale sono le favorite.

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ESCE LOREDANA E SPAGNA VA IN GARA

 

I restroscena della rottura tra Pacolli e la Bertè, che non va più a Sanremo. Al suo posto Spagna, neo-acquisto della casa discografica dell’ex della Oxa. La cantante calabra avrebbe chiesto un risarcimento miliardario per un video smarrito. Renato Zero ha tentato di rimettere la pace. In esclusiva le dichiarazioni dell’imprenditore

 

Niente Sanremo per la Bertè, idolo di tanti fan ora delusi dal suo forfait. Loredana, che avrebbe dovuto partecipare al Festival, tra i big, con il brano ‘Dimmi che mi ami ‘, ha rotto con la sua casa discografica, la B&G, creata da Obhegjet Pacolli, l’ex marito di Anna Oxa. Il “suo” pezzo, scritto da Leon, con il benestare della commissione selezionatrice, verrà intrerpretato da Ivana Spagna, reclutata di recente da Pacolli, come annunciato da “Chi” (vedi n. 2/02). La crisi, clamorosa e imprevedibile, di cui siamo in grado di rivelare i retroscena, è esplosa dopo le feste natalizie. Fino ad arrivare a un punto di non ritorno, nonostante gli accorati appelli di Renato Zero, amico fraterno della Bertè, che ha cercato di rimettere pace tra l’imprenditore d’origine kossovara e la cantante. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata una sfuriata di Loredana contro Pacolli per via di un video girato negli Stati Uniti dalla Bertè con Asia Argento. La copia unica, di cui sono state trasmesse alcune immagini circa un mese fa da Raidue, durante una puntata di Chiambretti c’è con Loredana tra gli ospiti, è andata smarrita. E lei se la sarebbe presa con il presidente e fondatore della B&G, minacciando, fra l’altro, un’azione legale per un risarcimento da ben 3 miliardi di lire! A quest’episodio, però, si aggiunge una catena d’incomprensioni che, dicono i bene informati, hanno reso difficili i rapporti della Bertè non solo con Pacolli, ma anche con il vicepresidente Gianni Belleno, padre dei due bambini della Oxa, con Popy Minellono e con l’intero staff direttivo della casa discografica, che avrebbe addirittura minacciato dimissioni in blocco nel caso in cui si fosse deciso di produrre comunque il brano con Loredana come interprete. E dire che sulla Bertè e sul suo recupero d’immagine (è ringiovanita e ha perso più di venti chili in meno di sei mesi) era stata investita già una cifra da capogiro: si parla di oltre 258 mila euro, pari a mezzo miliardo di lire, senza contare i contributi per le spese private della cantante. Loredana avrebbe dovuto terminare l’incisione di “Dimmi che mi ami “, nella sua formula definitiva, già da tempo. E invece le scadenze continuavano a saltare. Si vocifera di tremende litigate nelle sei sale di registrazione della B&G a Lugano, con un drappello di arrangiatori e tecnici messi in fuga, uno dietro l’altro, nel giro di poche settimane. Nonchè di un intero impianto danneggiato in un impeto d’ira e di fondamentali incontri di lavoro, saltati senza una vera ragione. Qualcuno accenna a difficoltà vocali di Loredana, che, con Sanremo, sarebbe tornata alla canzone dopo 4 anni di black out totale: “Nessun disco, nessun concerto”, ci aveva raccontato lei stessa (vedi n. 49/01). Altri invece si soffermano sul suo carattere imprevedibile, su quegli impulsi resi più duri, a volte autodistruttivi, in parte per i dispiaceri. E’ certo, comunque, che la carta del Festival sembrava un’ottima chance di rilancio per la Bertè: il perchè non l’abbia giocata fino in fondo resta diffcile da comprendere. Lei, però, non vuol sentire parlare di “occasione perduta” e, con gli intimi, getta accuse al vetriolo su Pacolli e soci. Forse per orgoglio, forse per quella grinta che già in passato si era ritorta contro lei stessa. Fatto sta che Renato Zero, una delle persone che più le sono rimaste vicine con Dori Ghezzi e Mimmo Cavallo, ha cercato invano di farle cambiare idea e, by passando il silenzio dell’amica, ha continuato a tentare di parlare con Pacolli: che cosa avrà voluto dirgli? E’ curioso: anche Renato, di cui Loredana ci parlava di recente come di “mio fratello”, sette anni fa fu pubblicamente attaccato dalla Bertè, la quale sostenne che lui le aveva sottratto dei suoi brani, inserendoli indebitamente in un album e minacciando un’azione legale miliardaria. La vicenda ricorda molto quella del video smarrito, che avrebbe provocato la rottura definitiva tra Loredana e la B&G. “Chi” ha provato a chiedere conferma di ogni dettaglio, sia a Loredana Bertè sia a Behgjet Pacolli. Lei tronca subito la conversazione. Quanto all’imprenditore ci dice: “Non fatemi domande. Loredana per me era e resta una grande artista. Non voglio ferirla in alcun modo. Lei è uno spirito libero, un “cavallo a briglia sciolta” che non vuole piegarsi ai tempi e alle regole di una scuderia. E’ giusto quindi che corra da sola. Noi, come casa discografica, abbiamo bisogno di contare su programmi precisi e con Loredana si era creata una situazione difficile, che non rendeva più possibile un lavoro comune. Le auguro tutto il meglio per la sua carriera. Noi proseguiremo per la nostra strada, lei per la sua, anche se mi dispiace perchè credevo molto nel suo rilancio e avevo investito su di lei, soprattutto sul piano umano”. Proprio a “Chi”, Pacolli aveva annunciato la sua intesa professionale con Loredana (vedi n. 30/01) come una “rivincita”, spiegando di aver pensato a lei come alla più naturale “sostituta” in tanti progetti studiati per la moglie Anna Oxa prima che il loro matrimonio andasse a rotoli e di aver preso a cuore Loredana anche per sfidare il cinismo del mondo canoro, che spesso chiude le porte in faccia alle star in difficoltà. “Devo comunque precisare”, continua l’imprenditore, “che ci sono anche impedimenti giuridici al prosieguo della collaborazione con Loredana: è emerso di recente che lei è ancora legata a un precedente contratto mai risolto”.

Si tratta di un’intesa sottoscritta con il manager Nando Sepe, che, altra curiosa coincidenza, si occupò anni addietro, prima di Gianni Strano, della carriera della Oxa. “The show must go on” (Lo spettacolo deve andare avanti), recita una regola fondamentale non solo per gli artisti, ma anche per i produttori. E così (la notizia è ancora senza conferma ufficiale al momento in cui andiamo in stampa), la B&G, che solo ai primi di gennaio aveva “strappato” Ivana Spagna alla Sony, punta proprio su di lei per Sanremo, avvalendosi della possibilità, prevista dal regolamento, che, con il sì della commissione selezionatrice, l’artista veuto meno venga sostituito con un altro d’eguale “spessore” in forza alla stessa casa discografica. Sempre che i diritti d’autore del pezzo appartengano all’azienda e non al cantante, com’è nel caso della Bertè.

Pare, fra l’altro, che di fronte al forfait di Loredana, Pippo Baudo, direttore artistico del Festival non si sia stupito, ammettendo di aver temuto che qualche “fuori programma” della Bertè turbasse la kermesse sanremese. A Lugano, già dall’ultimo weekend, si pensa al rifacimento finale di Dimmi che mi ami un po’ e al look giusto per Ivana, neo-interprete di un brano che si rivolge alle donne vessate, specie a quelle delle comunità soggette all’integralismo islamico. Lieta sorpresa, dunque, per Spagna, che lo scorso settembre ha inciso l’inno del Chievo, squadra calcistica rivelazione: con un altro pezzo era stata bocciata dai selezionatori sanremesi, ora, invece, assapora la gioia del ripescaggio.

Incidente di percorso a parte, Pacolli ha messo nel carniere un nuovo colpo: Mariella Nava, altra big al Festival, ha firmato pure con la B&G, che porta, nella sezione giovani, pure i Botero. “Siamo tra le prime tre case discografiche presenti a Sanremo per quantità e qualità degli artisti”, conclude Pacolli con una punta d’orgoglio. Resta tutta la tristezza per il mancato rientro di Loredana, che al suo ultimo Sanremo cantò la solitudine in un brano, “Amici non ne ho”, che pare la colonna sonora del suo dramma di oggi.

 

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SANREMO: BERTE’, IL MEDICO ATTESTA CHE GODE DI OTTIMA SALUTE
Roma, 25 gen. ”Loredana Berte’ gode di ottima salute”. A chiarirlo, dopo giorni di polemiche sulla partecipazione della cantante al prossimo Festival di Sanremo, e’ lo stesso medico della cantante, il dottor Daniele Maggiore. ”La signora Berte’ Loredana gode ad oggi di ottima salute e non ha alcun tipo di patologia tumorale macroscopicamente apparentemente apprezzabile”, si legge in una nota del medico che aggiunge: ”La signora Berte’, avendola peraltro sentita oggi in giornata, non e’ in stato di coma e peraltro so che e’ in piena attivita’ per la produzione del suo prossimo disco”. La partecipazione della Berte’ al prossimo Festival di Sanremo si era trasformata in un giallo in settimana. La casa discografica dell’artista aveva fatto sapere che, per motivi di salute, la cantante non avrebbe potuto partecipare alla manifestazione. Ma subito dopo era stata la stessa Berte’ a confermare la sua presenza al festival e a rassicurare sulla sua salute. ”Ho sottoposto due settimane fa la Berte’ ad una serie di esami, e sta benissimo -spiega al telefono da Lugano Maggiore- lei stessa mi ha chiesto di poter chiarire definitivamente questa vicenda”. (Gmg/Rs/Adnkronos)

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DICONO CHE SONO MALATA PER CACCIARMI VIA DA SANREMO

Giorgio Reda

 

Lugano (Svizzera) “Io sto benissimo, e non vedo l’ora di partecipare al Festival: sono cinque anni che aspetto questo momento. Non capisco perchè la mia casa discografica dica che sono malata. Deve esserci un equivoco”. Loredana Bertè sta lottando con tutte le forze per vincere la sua ultima battaglia: salire sul palco del teatro Ariston di Sanremo con il brano Dimmi che mi ami. Un appuntamento che sembrava fissato, e che invece è tornato in forse. L’avversario stavolta ha il volto della stessa casa discografica di Loredana, la B&G, creata da Behjet Pacolli, ex marito di Anna Oxa. I produttori hanno comunicato alla direzione del Festival “l’assoluta impossibilità per la Bertè di partecipare, per motivi di salute”. Quale malattia può impedire ad un’artista di cantare, con assoluta certezza, ben 40 giorni prima dell’esibizione? Forse solo un esaurimento nervoso, o comunque uno stato di forte instabilità psicologica, come si sussurra a mezza bocca da Lugano. Immediata la replica del Festival che, per bocca di Pippo Baudo, ha fatto sapere che la rinuncia deve essere formalizzata dalla stessa cantante: in caso contrario la Bertè resta iscritta. E sembra proprio che l’artista sia decisa a smentire il suo produttore. Sullo sfondo di questo “giallo” c’è il violento contrasto tra la Bertè e lo staff di Pacolli. Era stato proprio l’imprenditore albanese a convincere la cantante a tornare in pista, dopo cinque anni di assenza, a costringerla a dimagrire (ha perso ben 30 chili in dieci mesi), e a ritentare l’avventura di Sanremo. Ma l’intesa si è presto spezzata. Colpa, pare, di un video girato da Loredana con Asia Argento, e trasmesso in tv a Chiambretti c’è, che la B&G ha incredibilmente smarrito. La circostanza ha fatto andare su tutte le furie la Bertè, che ha minacciato di chiedere 3 miliardi di lire di risarcimento danni. Si aggiungano i continui litigi con i tecnici e gli arrangiatori che dovevano curare il brano di Sanremo, favoriti dal carattere indubbiamente difficile dell’artista. Tanto che, sembra, il brano, che va presentato entro il 26 gennaio, non è ancora pronto. Da qui la decisione della B&G di rinunciare alla Bertè, e di sostituirla con Ivana Spagna, che potrebbe cantare proprio Dimmi che mi ami. Una soluzione a cui si è opposto Pippo Baudo, che, “vedendo” il bluff della malattia, ha messo alle strette Pacolli, regalando a Loredana una nuova chance.

 

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COSI’ HO FATTO PACE CON LOREDANA

 

Lugano, gennaio  “E’ vero: volevamo rompere con la Bertè e mandare al suo posto, a Sanremo, Ivana Spagna, altra grande artista della nostra scuderia. All’utlimo momento, però, abbiamo ritrovato l’intesa con Loredana e io mi sento sollevato. Il nostro progetto per il festival era nato intorno alla Bertè, lei aveva già lavorato tanto sul brano Dimmi che mi ami un po’. Non sarebbe stato giusto se, alla fine, lo avesse interpretato un’altra cantante”. Così, Behjet Pacolli, fondatore e presidente della B&G, conferma a “Chi” la clamorosa svolta: l’estrosa, imprevedibile cantante a Sanremo ci sarà. La crisi si è risolta, a un soffio dal punto di non ritorno, come lo stesso Pacolli, ex marito della Oxa, e l’intero staff direttivo della casa discografica, di cui è vicepresidente Gianni Belleno, altro ex della Oxa, ci avevano lascito intendere (vedi “Chi” n. 4/02). Il “caso Bertè” è chiuso. Per la gioia dei tanti fan dell’artista che aspettano il suo ritorno alla canzone da quasi 5 anni e che, nei giorni bui, si sono fatti sentire con lettere, telefonate ed e-mail d’appello, sia con la B&G sia con la Rai. Da un lato, anche grazie a questa crisi e alla ribalta mediatica seguitane, i vertici della Rai e dell’organizzazione del Festival si sono convinti che Sanremo non può rinunciare a un personaggio così controcorrente e “magnetico”, in grado di stupire e provocare, come una star d’altri tempi. Dall’altro, Pacolli non aveva mai mandato giù la delusione per il forfait di Loredana, per il cui rilancio la B&G aveva già investito mezzo miliardo di lire. Con queste premesse è facile comprendere come, sul filo del rasoio, sia stato trovato un accordo (la notte, fra il 22 e il 23 gennaio) dopo che, un giorno prima, invocando presunti “problemi di salute” di Loredana, la B&G ne aveva chiesto la sostituzione alla commissione selezionatrice di Sanremo. “Sono felicissimo”, ha commentato Pippo Baudo, direttore artistico e presentatore della kermesse canora. Soddisfatto anche Renato Zero, che, come rivelato dal nostro giornale, ha cercato di mediare tra l’amica del cuore Loredana e i vertici della B&G. “Il presidente Pacolli”, ha dichiarato Loredana, “ha rimesso in riga tutto il gruppo, simile a una scolaresca indisciplinata, con qualche bacchettata a tutti, me compresa. I contrasti? Non so neppure com’erano nati”. Il “presidente”, invece, la soluzione della crisi la spiega a “Chi” in questa intervista esclusiva. D. Perchè eravate pronti a rinunciare a Loredana? R. “Loredana è innamorata della musica, ha una forma di creatività così particolare e sentita che spesso non è semplice assecondarla. Ma ora è tutto a posto. Per fortuna: io non mi sentivo in pace con me stesso. Mi è bastato riflettere un po’ da solo, l’ho chiamata una notte e lei si è sciolta dalla commozione. Abbiamo creduto e lavorato insieme al brano per Sanremo: andremo avanti insieme fino in fondo”. D. Ma di chie era la responsabilità dei contrasti? R. “Non è giusto gettare tutte le colpe su Loredana, o sul suo carattere, a volte troppo schietto e indipendente. Anche noi della B&G abbiamo sbagliato, intromettendoci in questioni artistiche. Loredana meritava più spazio, la sua eccezionale creatività andava assecondata di più. Le incomprensioni erano nate per questo”. D. E Ivana Spagna non è rimasta delusa? R. “Ho parlato anche con lei, che ha una sensibilità fuori dal comune. Era d’accordo con me, le sarebbe dispiaciuto avere successo, con la sensazione di averlo sottratto a Loredana, che fra l’altro aspetta questa sua rivincita da tempo. Negare alla Berté. Sanremo sarebbe significato ferirla duramente, sul piano dei sentimenti. Lei ha davvero qualcosa da dire e da comunicare agli altri con la musica. Quanto a Ivana sta già lavorando per noi a un grande progetto”.

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LOREDANA BERTÉ INIZIA LE PROVE PER SANREMO

La cantante, in rottura con la sua casa discografica, si prepara per il Festival

Sono iniziate le prove per il Festival di Sanremo anche per Loredana Berté, la cantante che, in lite con la sua casa discografica, pareva non dovesse più presentarsi alla manifestazione.

“È stato Baudo a volermi fortemente a Sanremo, nonostante tutte le rotture di palle che ha avuto”, ha spiegato la stessa Berté.

Dopo la promozione nel cast dei 20 big, la casa discografica “B&G” di Behjet Pacolli aveva dichiarato che la sua artista si sarebbe ritirata per “seri motivi di salute”. La stessa diva aveva però poi comunicato che i suoi erano solo “problemi di incompatibilità artistica”.

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LOREDANA BERTE’

 

Luogo e Data di Nascita: Bagnara Calabra (RC), 20 settmebre 1959

 

Brano in gara: Dimmi che mi ami

 

Stralci di carriera:

• 1974 – esce il suo primo album Streaking e il suo singolo Volevi un grande amore

• 1975 – pubblica la sua hit Sei bellissima

• 1979 – è l’anno del suo lavoro cult Bandabertè e del singolo … E la luna bussò

• 1984 – esce nei negozi Savoie Faire

• 1986 – Debutta a Sanremo con la canzone Re e pubblica un nuovo disco Fotografando i miei successi

• 1988 – Seconda apparizione sanremese con Io

• 1991 – con la canzone In questa città si ripropone nella città dei fiori

• 1997 – ultima presenza a Sanremo con Luna

• 1998 – è l’anno del suo ultimo lavoro Decisamente Loredana

 

Da ricordare

• E’ stata una delle cantanti più trasgressive degli anni 70 – 80

• E’ una delle icone del mondo gay

• E’ sorella di Mia Martini

• Il suo amore per il tennis: fidanzata di Adriano Panatta e sposa di Bjorn Borg

• L’abuso di qualcosa che l’ha ridotta in uno stato discutibile fino a poco tempo fa

• La piena forma fisica ritrovata in questi ultimi mesi

• Le voci di abbandono del Festival per motivi di salute

• E’ la favorita

 

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LOREDANA BERTE’

 

Lassù, fra i fiori, San Remo la guarda e sorride. Sbircia la scaletta dei protagonisti dell’edizione 2002 del Festival, e crolla sul paradisiaco pentagramma colpito da estasi. E il motivo c’è: riecco Loredana Bertè. Più tosta e “pazza” che mai. Con una grinta inedita e una parola d’ordine: andate tutti affanculo!. E le armi della seduzione bertiana sono quelle di sempre: agghindata con due mutande in testa, volto gonfio di rabbia e di collagene incorniciato da un cespuglio nero-capellifero striato di méche colorate, un completino inguinale da cui spuntano fuori due cosce mozzafiato (ha cinquant’anni la Signora).

 

All’interno di questa cornice, un po’ trucida per la verità, ha dipinto un quadro musicale strepitoso, degno di Janis Joplin prima dell’ultima overdose: ha urlato la sua canzone trasformando l’Ariston in un sanguinante banco di macelleria, pappandosi in un boccone tutte le svenevoli Lollipop e le fighettine Minogue.

 

Incredibile Loredana: contro tutti, sempre. Un giorno la psicologia dovrà spiegarci – se ce la fa – quale illusione di onnipotenza, quale voglia di provocazione, quale sostanziale irresponsabilità animi i suoi contorcimenti privati e pubblici. Basta sfogliare i giornali degli anni Settanta, guardare la televisione degli anni Ottanta, seguire le sue peripezie matrimoniali con Bjorn Borg per capire, per vedere quanto l’inarrestabile rockstar di Bagnara Calabra sia un personaggio unico nel panorama italiano.

 

Ti butti nella vita della Berté e salta fuori di tutto: il mito, la mitomane, la mimesi della vita. Come in una favola cattiva, confezionata per consolare le moltitudini di “Beautiful”, il pozzo di Loredana appare senza fondo: un padre latitante, una madre evanescente, una sorella nemica-amica, via di casa a 15 anni, sfrenate notti a Roma con Renato Zero, un letto a forma di scarpa di tennis, un disco che s’intitola spregiudicatamente “Non sono una signora”, un’apparizione al festival di Sanremo con finto pancione premaman. E poi storiacce rosa-shocking, soprannomi crudeli (“Luridona”), una copertina nudista su “Playmen”, un matrimonio fulminante con il celebre ex campione di tennis Bjorn Borg. Questa italiana troppo espansiva, un po’ invasata, senz’altro gloriosa interprete, continua a eccitare la curiosità morbosa del pubblico mettendo in scena un disperato tentativo di uccidersi con sonniferi; ma arriva la Croce rossa che la rimette in piedi con una robusta lavanda gastrica.

 

La mischi, questa vita spericolata, la intrecci imbastendo con le parole, incollando con le immagini, manovrando ogni pezzo come fossero le tessere di un mosaico e alla fine ecco saltare ai nostri occhi una tragedia antica, baciata dai grandi sentimenti catastrofici, dalla forza perniciosa delle passioni, dai brividi del naufragio esistenziale. Nemmeno il più fantasioso dei pressagent americani, nemmeno un Enrico Lucherini al top della forma avrebbe saputo imbastire una trama migliore. Guardate, ad esempio, come è naufragato il matrimonio tra la “donna di fuoco”, come è stata soprannominata dalla stampa di Stoccolma, e Bjorn ‘Ice” Borg, la fredda star del tennismo scandinavo: fra sussurri di insulti e grida di corna, tentati suicidi e brusche separazioni, richieste di alimenti e dichiarazioni di essere senza un soldo, sbuca il quotidiano inglese “The Sun” che riporta esplosivi stralci di “Borg:1OO per cento”, l’autobiografia dell’ex gloria della racchetta.

 

Dopo aver celebrato i propri trionfi sportivi, il gelido Borg si sbrina come un freezer e spiffera masochisticamente le sue sconfitte private. Alla voce “Bertè Loredana” è dedicato un intero capitolo, quanto mai sfacciato e impietoso, che dipinge l’ex moglie come una satanassa, una Circe che attira gli uomini come una calamita attira il metallo, da far sembrare Naomi Campbell una Madre Teresa di Calcutta. “La vita con Loredana era solo sesso, sesso, sesso”, è il primo siluro di Borg. Poi, fuoco a volontà: “La nostra principale attività era fare l’amore, e il matrimonio era diventato per me una prigione fatta di paura e di preoccupazione. Finché abbiamo vissuto insieme sono praticamente stato suo prigioniero, e in Svezia vivevamo una vita a base di sesso e cibo.

Continua Borg: “Loredana era una moglie possessiva e soffocante, voleva solo stare in casa a fare l’amore. Mi tormentava, mi obbligava a continue prestazioni, era gelosa di chiunque e di qualsiasi cosa. Voleva possedere il mio corpo e la mia mente. Era sempre affamata di sesso e non ce n’era abbastanza per saziarla. Io ho vinto Wimbledon cinque volte, ma a letto non sono mai riuscito a batterla”, conclude lo spompatissimo Borg.

Gran brutto finale, direte. Ne siete proprio certi? In fondo Sanremo 2002 ha confermato che la storia di straordinaria follia di Loredana Berté è solo all’inizio.

 

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PACOLLI: “ E’ DIFFICILE GESTIRE LA BERTE’ ”

 

Sanremo, ”Sono felice di seguire LOREDANA Berte’ anche se, inutile negarlo, e’ un personaggio davvero difficile da gestire”. Bejet Pacolli, impresario albanese, e’ a Sanremo per accompagnare i tre cantanti della sua casa discografica, Mariella Nava, i Botero e LOREDANA Berte’. ”Il progetto con LOREDANA -spiega Pacolli- era stato preparato a suo tempo per Anna Oxa. Poi e’ avvenuta la separazione spiacevole con la mia ex moglie e avevo promesso alle persone che lavorano con me che avrei continuato. LOREDANA la conosco dal luglio scorso, insieme ai miei collaboratori abbiamo investito affetto, tempo e professionalita”’.  ”Finito il festival -aggiunge l’impresario- uscira’ un mini-cd di quattro canzoni, poi in estate speriamo di fare un album. Sapevamo che LOREDANA era un personaggio difficile, e si sta dimostrando tale. Non posso dire che vada tutto liscio, ci sono molte divergenze ma io cerco sempre di non toccare l’aspetto artistico di LOREDANA che ama la musica e le sue canzoni. Cerco solo di intervenire per fare qualche correzione”.  ”D’altra parte -spiega Pacolli- il mondo e’ stato crudele nei confronti di LOREDANA. E’ stata male per questo, ci ha sofferto molto, e’ una donna fragile e sensibile. Ma ora sta meglio, non ha i complessi di qualche tempo fa”. Pacolli si dice convinto che ”a Sanremo LOREDANA stupira’ i suoi fan. Baudo stasera la fara’ cantare per ultima ma questo e’ un segno di attenzione: vuole tenere la gente sveglia fino alla fine”. L’unico rammarico Pacolli lo esprime nei confronti della troppa attenzione riservata ai comici ospiti del Festival: ”Questa dovrebbe essere una manifestazione di canzoni, il resto non dovrebbe avere tanta importanza, invece guardate quanto risalto si da’ ai comici e alla politica”.

 

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TORNA SUPERPIPPO, SANREMO SENZA FINE

Prima serata lunga quattro ore, con Manuela ”spot” alla fiction della concorrenza

MARCO MOLENDINI

 

SANREMO – Come se sei anni non fossero passati. Mastro Pippo si è imbustato in un doppio petto blù gessato e si è ripreso il Festival. L’ha rimodellato a sua immagine e somiglianza, ha grattato ruggini e scorie, ha apparecchiato l’Ariston con la tovaglia delle grandi occasioni e l’argenteria splendente. C’è tutto e di più. Fino a stordire il pubblico, perchè dice lo chef «ci vuole l’abbuffata, sennò che Festival è?». E l’abbuffata è diventata una maratona, rinfrescata dal pazzariello siciliano, Fiorello che ha rubato l’entrata, sdrammatizzando l’avvio con un rosario di battute per dimostrare che lui, Baudo, «l’unico che quando si faceva l’appello a scuola rispondeva “presento”», in questo digiuno si è Spippizzato.

Sorride, non sta nel doppio petto dalla felicità, il presentatore tuttofare. Ringrazia, si tuffa e nuota nel lungo applauso del pubblico e chiama la sua tappezzeria: due bellezze per tutti i gusti, la bionda Vittoria, un Belvedere elegante senza palpitazioni (ma i capelli raccolti all’insù non le donano), la mora Manuela Arcuri, provocante (la sua vertiginosa scollatura Valentino ha messo in seria crisi i tecnici Rai, che non trovavano appigli giusti per posizionare il microfono). La prima è più sobria, l’altra più bella ma, paralizzata dall’emozione, dà sfogo alla sua cadenza da “fori porta” (urge corso di dizione), mentre Pippo le offre un piccolo spot sulla sua fiction Carabinieri che andrà in onda su Canale 5 e ha già suscitato qualche accusa alla Rai per il traino regalato alla concorrenza.

Fra paillettes, ciprie e siliconi questo Sanremissimo ha la necessità di non sbagliare (nessuno si può permettere un flop: non Baudo, non la Rai che ha investito tanto, non i discografici che hanno già dato il loro allarme). E, per non sbagliare, stabilisce un record: quasi quattro ore, mentre accanto alle emozioni sfilano i venti in gara, quelle dei cosidetti campioni, e una coppia di star internazionali al femminile: Kylie Minogue e Alanis Morisette a fare da passerella con il playback. Per la prima volta al festival, lo show ha più spazio delle canzoni, ci sono i blitz di Fiorello, i collegamenti con il Dopofestival (che offre anche i siparietti comici di Gene Gnocchi e Maurizio Crozza, nei panni di un Pavarotti che definisce stonati tutti i cantanti in gara), le interviste ai concorrenti. Quanto alla gara l’emozione ha giocato brutti scherzi, molti cantano peggio che in prova: è il caso di Gianluca Grignani con Lacrime dalla luna. Jessica dei Gazosa trova difficoltà nel finale di Ogni giorno di più. Le Lollipop stonano oltremisura replicando il già visto in Batte forte. E’ strano vederle su uno stesso palco con Gino Paoli che con la sua Un altro amore, risfodera la sua vena più felice: alla chitarra d’accompagnamento saltano due corde, ma è di gran lunga il pezzo migliore, se vincesse, però, sarebbe un miracolo. Le giurie, nella prima votazione, lo hanno votato come quinto. Ma qui arrivano le dolenti note: come dimostra il primo posto ai Matia Bazar, con l’assenza della giuria di qualità (che pure aveva creato dissesti), il voto finirà per essere nazional popolare e il Festival potrebbe, alla fine, trovarsi con un vincitore più televisivo che musicale. Il grido di dolore dei discografici (a cui Pippo in diretta ha offerto un appello antipirateria), a questo punto, non potrebbe che aumentare. Anche se ormai sembra pacifico che i loro piani prescindano dalla classifica del Festival.

Consola il secondo posto di Alexia con l’energica e orecchiabile Dimmi come: pesca a piene mani nella black music, però è un pezzo che può anche vendere. Ma fra le canzoni ascoltate ci sono altre cose buone: c’è l’eleganza di Patty Pravo, con la malizia di una vertiginosa, scollatura nella avvolgente L’immenso. Fra i brani che funzionano ci sono anche la divertente Salirò di Daniele Silvestri, l’etnico Marì di Nino D’Angelo che, però non dimentica il suo passato melodico. Il riciclaggio va forte, ma neppure questo è un dato originale. Primavera a Sarajevo di Ruggeri pesca a piene mani dal sound di Goran Bregovic. La romanza di Alessandro Safina che si ispira alle operazioni alla Bocelli. Filippa Giordano dimentica la lirica e fa il verso a Celine Dion (ma questo non vuol dire che non funzioni, anzi, il bolero di Amarti sì). I Timoria, con Casa mia, rimasticano un rock alla Equipe 84. Ci sono addirittura quelli che fotocopiano se stessi, come i Matia Bazar che cantano sempre la stessa canzone (e al pubblico tv, evidentemente, va bene). Fausto Leali e Luisa Corna (venti centimetri in più del partner) hanno una canzone da laboratorio, Ora che ho bisogno di te. Un caso a parte, infine, è Loredana Berté con il suo grido disperato e la bella canzone, Dimmi che mi ami.

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LOREDANA BERTE’ CANTA “ DIMMI CHE MI AMI ”

 

E’ approdata al Festival di Sanremo con la voglia di distruggere tutto e tutti e di far vedere nuovamente a tutta Italia chi è veramente Loredana Bertè. Da poko è entrata nella nuova casa diskografika fondata da Pacolli e Belleno, la B&G e si prepara per un nuovo kapitolo della sua lunga e travagliata karriera. Loredana è nata a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, il 20 settembre del 1950, ma subito si è trasferita a Porto Recanati, per poi andare a vivere, alla fine degli anni ’60, a Roma. Inizia a frequentare la famosissima diskoteka, il Piper, dove inizia a farsi apprezzare musikalmente dal pubbliko e dove inkontra un certo Renato Zero, dal quale non si stakkerà mai. Insieme cerkano di sfondare nel mondo dello spettakolo e kome prima konquista vengono kiamati nel corpo di ballo dei Collettoni di Rita Pavone e di Gino Landi e Don Lurio, prendendo parte a famose trasmissioni kome Partitissima e Canzonissima. La coppia Zero-Bertè realizza insieme anke diversi spettakoli molto originali dove lei si esibisce dipingendosi il corpo mentre lui mima i disegni.

La Bertè viene notata e kosì entra nel kast del musikal Orfeo 9 di Tito Schipa jr. Orfeo 9 diventa anke un film e Loredana è rikiestissima, infatti recita, insieme ad Alberto Lionello e Paola Bornoni, nella kommedia musikale “Ciao Rudy”. Il primo skandalo nel quale viene koinvolta l’artista è quello del musikal “Hair”, dove gli interpreti, recitano kompletamente nudi. Dopo queste polemike la Bertè decide di lasciare il teatro e di dedikarsi kompletamente alla musika, spinta dal musicista amerikano Bill Conti. Kosì esce il suo primo album intitolato Streaking, che però, a kausa dei suoi nudi in kopertina, viene ben presto censurato. Ma grande successo di pubbliko riskuote il suo singolo “Sei Bellissima”, che komunque viene inkredibilmente kondannato dalla kritika. Dopo l’uscita del suo sekondo album, “Normale o super”, prodotto da Mario Lavezzi e Vince Tempera, Loredana skopre il cinema. Nel 1976 recita in “Movie Rush – La febbre del Cinema” diretta da Ottavio Fabbri ed interpretato tra gli altri da Massimo Boldi ed in “Attenti al buffone”, un film drammatico di Alberto Bevilacqua con due grandi nomi del cinema italiano kome Nino Manfredi e Mariangela Melato. Numerose, inoltre, le apparizioni in altre pellikole italiane. In kampo musikale il grande boom arriva kon il terzo album, “Tir” e kon il quarto “Bandabertè”, che ha kome hit di punta la mitika “E la luna bussò”, firmata dal grande Ivano Fossati. Nel 1982 trionfa al Festivalbar grazie ad un altro indimentikabile pezzo, entrato nella storia, “Non sono una signora”. In ogni album che Loredana realizza c’è sempre un brano ke strega, in partikolar modo, il pubbliko; si rikorda, ad esempio “Un mare d’inverno”, skritta per lei da Enrico Ruggeri, inserita nell’album “Jazz”, oppure “Ragazzo mio”, di Luigi Tenco, in “Savoir faire” o “Aqua”, inserita nel cd, interamente dedikato a Djavan, “Carioca”. Nel 1986 avviene il suo debutto al Festival di Sanremo, kon un brano komposto da Mango, intitolato “Re”. Loredana si presenta sul palko kon un finto pancione e fa subito skandalo, alimentato dai kritici ke kontestano il suo brano. Due anni dopo è di nuovo in riviera, e prende parte alla kermesse kon il brano di Tony Ciccio, “Io”, a kui segue la pubblikazione dell’omonimo album. Per tre anni la kantante abbandona un po’ l’attività musikale per dedikarsi kompletamente al matrimonio kon il tennista svedese Björn Borg, che naufragherà molto presto. Nel 1991, quindi, riparte da Sanremo, in koppia kon Harrier, kon un brano di Pino Daniele, “In questa città”, che preannuncia la pubblikazione dell’ellpì “Best”. Due anni dopo, in okkasione della 43° edizione del Festival della Kanzone italiana, si esibisce sul palko in kompagnia della mitika sorella Mia Martini, kon un brano di Piccoli “Stiamo come Stiamo”. Finito il Festival esce il disko “Ufficialmente Dispersi”. Anke l’anno seguente non rinuncia alla manifestazione musikale più famosa d’Italia e si presenta kon una komposizione di Leon, “Amici non ne ho”. La kollaborazione kon l’autore prosegue anke l’anno seguente e Loredana si presenta, per l’ennesima volta, a Sanremo, kon il brano “Angeli & Angeli”. Risale al 1997 l’ultima apparizione sanremese, avvenuta poko dopo la skomparsa della sorella Mia Martini. Fa skandalo l’incipit del suo brano “Luna”, che non lascia spazio ai dubbi: “e vaff… luna!”. Nel 1998, la Sony ha pubblikato il fortunato album “Decisamente Loredana”, dove l’artista appare kon i kapelli blu, un look ke ha di recente abbandonato. Dopo essere dimagrita parekki kili e dopo aver ritrovato una grande ed inkredibile karika, la Bertè si sente davvero pronta a far vedere le sue doti a tutta la platea sanremese e giura “Se non vinko smetto di kantare!”… insomma la giuria popolare è avvertita…

 

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BERTE’ A RISCHIO SQUALIFICA

Per aver cambiato le parole del brano

 

Il suo ritorno è stato molto atteso. Quattro anni di silenzio e isolamento e oggi di nuovo sulle scene. Per riprendere a cantare Loredana Bertè ha scelto la platea più vasta, quella del Festival di Sanremo, dove è stata l’ultima in scaletta ad esibirsi nella serata di apertura della kermesse.  Sul palco dell’Ariston si è presentata con un abito corto di pizzo nero che metteva in evidenza le sue splendide gambe e la sua linea ritrovata dopo che era giunta a pesare fino a novanta chili. Fedele alla sua estrosità, ha sfoggiato una lunga chioma nera, arricchita di extension con punte di fucsia e blu.  Durante l’esecuzione del suo pezzo, Dimmi che ami, la Bertè ha più volte cambiato le parole, cosa vietata dal regolamento, e adesso potrebbe rischiare anche l’eliminazione.  Inoltre la sua interpretazione ha deluso le aspettattive. In evidente stato confusionale, infatti, la cantante non è riuscita a dare il massimo delle sue capacità e, una volta finito il brano, si è buttata tra le braccia di Baudo dicendogli “grazie“.  E’ il conduttore del Festival, infatti, insieme all’imprenditore albanese Pacolli, il deus ex machina della rinascita artistica della cantante. Il primo volendola fortemente nel cast del Festival, il secondo schierandola come star di punta della sua casa discografica, B&G Enteirtainement, nuova di zecca, di cui fanno parte anche Mariella Nava, i Botero, entrambi a Sanremo, ma anche Ivana Spagna, Alessandro Haber ed Edoardo De Crescenzo.  Subito dopo Sanremo uscirà un mini-cd di Loredana con tre brani inediti più il pezzo sanremese, mentre l’uscita del nuovo album è prevista in estate.  E intanto Daniele Maggiore, suo medico personale, smentisce in una nota quelle che definisce ‘notizie inesatte’ sullo stato di salute della cantante: “La signora Loredana Bertè gode di ottima salute”, ha detto. “La signora Bertè non ha alcun tipo di patologia infettiva, infiammatoria o tumorale microscopicamente apparentemente apprezzabile”, ha spiegato il medico. “Ogni notizia inerente a fantomatiche malattie – ha concluso – sono prive di fondatezza scientifica e quindi false e inutili per il prosieguo in armonia del Festival di Sanremo”.

 

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SONO IO CHE HO STANATO LA BERTE’

Paolo Zaccagnini
SANREMO – «La B & G – etichetta discografica costituita qualche mese fa, tra gli artisti annovera i “sanremesi” Loredana Bertè, Mariella Nava e Botero più Ivana Spagna, Edoardo De Crescenzo, Alessandro Haber, Mamo e la romana Andrea, ndr – è idea pazza, una sfida a critici e mercato». Behgyet Pacolli, 51enne di Pristina, Kosovo, uomo d’affari & musica, ex di Anna Oxa, è molto impegnato «e fiero di questo nuovo lavoro, puntiamo su giovani e artisti già affermati. Ci proponiamo di espanderci, la musica deve vivere».
Anche quella del suo Paese? «Credo molto in una 18enne, Bleona Cereti, se fosse nata negli Stati Uniti sarebbe già una stella, ha già venduto 37mila copie, un’enormità per l’Albania». Come ha contattato Loredana Bertè? «Haber mi fece il suo nome, gli dissi che volevo conoscerla. Mi avvertì, sarebbero stati affari miei, mi avrebbe potuto mandare a quel paese». Cosa successe quando l’incontrò? «Era rintanata nel suo appartamento milanese, la prima volta che ci vedemmo mi chiese insistentemente il passaporto. Loredana ha un’anima fantastica, la vita l’ha provata ma abbiamo lavorato bene». Nessun contrasto? «Tensione. A quel punto o parli o tiri le orecchie o dici “non andrai a Sanremo”. E lì ci siamo messi a lavorare. Comunque è una grande artista». Che, va ricordato, dopo il Festival proporrà un minicd contenente Dimmi che mi ami – ieri sera, look jopliniano, lunghi capelli neri, mechès blu e rosa, minigonna ascellare, ha commosso e avvinto ma non convinto le giurie che l’hanno relegata al 17esimo posto, ndr – Io sono sola, Mercedes Benz e Notti senza luna. Perchè, Pacolli, ha investito nella musica? «Mi piace. Soprattutto quella italiana. Sono cresciuto negli anni ’60, con mia sorella facevamo anche 40 chilometri in bicicletta per vedere le prime trasmissioni tv, in bianco e nero. Amavo Totò. E Mina».

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9 Marzo 2002

 

La classifica finale del 52esimo Festival di Sanremo

 

1) MATIA BAZAR – Messaggio d’amore

2) ALEXIA – Dimmi come…

3) GINO PAOLI – Un altro amore

4) FAUSTO LEALI E LUISA CORNA – Ora che ho bisogno di te

5) ENRICO RUGGERI – Primavera Sarajevo

6) MARIELLA NAVA – Il cuore mio

7) FILIPPA GIORDANO – Amarti sì

8) FRANCESCO RENGA – Tracce di te

9) FIORDALISO – Accidenti a te

10) GAZOSA – Ogni giorno di più

11) MICHELE ZARRILLO – Gli angeli

12) GIANLUCA GRIGNANI – Lacrime dalla luna

13) ALESSANDRO SAFINA – Del perduto amore

14) DANIELE SILVESTRI – Salirò

15) NINO D’ANGELO – Marì

16) PATTY PRAVO – L’immenso

17) LOREDANA BERTE’ – Dimmi che mi ami

18) MINO REITANO – La mia canzone

19) LOLLIPOP – Batte forte

20) TIMORIA – Casa mia

 

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14 Marzo 2002

 

Tv Sorrisi & Canzoni

 

L’ ANGELO DI LOREDANA

 

E’ stata la più coccolata da Baudo. Loredana Bertè si è presentata al Festival di Sanremo fisicamente un pò debilitata in seguito ad una dieta ferrea. La tensione in vista del ritorno all’Ariston, dopo cinque travagliati anni di assenza, le ha fatto perdere anche notti di sonno. Forse temendo possibili cedimenti e per incoraggiare l’artista, Pippo ha voluto assistere da vicino tutte le performance della rockstar italiana. Come fosse un angelo custode, alle prove l’ha avvolta in un affettuoso e paterno abbraccio, accompagnandola dietro le quinte. La cantante, in questi giorni, è in uscita con il cd “Loredasia” con tre inediti, il brano sanremese “Dimmi che mi ami” e un video interpretato da Asia Argento; il titolo della raccolta, che lega i nomi di Loredana e Asia, è stato suggerito da Renato Zero.

 

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ASIA ARGENTO: “IL MIO AMORE NARCISISTA PER LA BERTÈ “

Miriam Tola

 

All’arrivo delle due cattive ragazze si scatena una piccola folla di fotografi e fans adoranti. Loredana Bertè ripropone il suo classico look con vertiginosa minigonna jeans e stivaletti neri, Asia Argento porta scarpe e pantaloni laminati e una t-shirt nera in cui brilla la scritta “material girl”.

Insieme presentano a Roma il loro Loredasia – Io ballo sola, video diretto e interpretato dalla regista di Scarlet Diva e prodotto dalla star del rock italiano.

Un gioco di doppi e metamorfosi, in cui Asia canta in playback con la voce di Loredana, che si scioglie nell’ultima scena quando le due si riuniscono in un abbraccio.

Presentato all’edizione 2000 del Festival di Torino, uscirà nelle sale il 12 aprile insieme al film Il cuore criminale delle donne di Aluizio Abranches distribuito dalla Teodora Film di Vieri Razzini e Cesare Petrillo che motivano così quest’inedito accoppiamento: “È un omaggio all’animo femminile ribelle e temerario”.

Asia, come hai incontrato Loredana?

Tutto è iniziato quando Davide Parenti mi ha proposto di partecipare alla trasmissione di Rai Tre Roma-Milano e di scegliere qualcuno con cui fare il viaggio. Esitavo ma alla fine ho risposto: “Lo farei con Loredana Bertè”. Poi ho saputo che lei aveva scelto me e a quel punto non potevamo più tirarci indietro. Ci siamo conosciute, tra noi è nato un amore e non ci siamo più lasciate. Loredana ha cominciato a mandarmi i suoi cd e i suoi nuovi testi finché mi ha proposto di fare dei video con lei.

Ho accettato subito e così è nato Loredasia, un progetto composto da tre filmati: Io ballo sola, Mercedes Benz e Notti senza luna che è dedicato a Baudelaire perché entrambe lo amiamo alla follia. Li ho girati tutti i digitale, tranne Mercedes Benz che è fatto in Super 8. Non uso mai la pellicola perché ormai è obsoleta.

Che cosa vi unisce?

Siamo nate lo stesso giorno: il 20 settembre e abbiamo molto in comune. L’amore è sempre narcisistico così in Loredana vedo me stessa e quello che vorrei essere.

Che tipo di video è “Io ballo sola”?

Un omaggio a quelli realizzati da Loredana nel corso degli anni ’80. All’inizio avevo paura di interpretarlo. Lei è una vera tigre, il suo modo di muoversi e ballare è inimitabile. L’ho studiata nei minimi particolari e ho indossato i suoi vestiti, le parrucche e gli occhiali originali.

Hai finito di girare “XXX” accanto a Vin Diesel e Samuel Jackson. Ora tornerai alla regia?

Sì, ma il prossimo film lo farò in Francia: lì il mio esordio alla regia Scarlet Diva è stato accolto bene al contrario dell’Italia dove ha subito un vero massacro. Non ho nessuna intenzione di ripetere l’esperienza e tornerò a lavorare in Italia solo in produzioni indipendenti.

 

(Grazie ad Alberto Gilardi)