IO (1988)

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TRACKS

  1. Io, sì io – 4:15 (Tony Cicco)

  2. La corda giusta – 4:18 (Bernardo Lanzetti – Marco Maria Colombo)

  3. Fuori di… me fuori dal mondo – 4:21 (Loredana Bertè – Corrado Rustici, Diane Berglund)

  4. Angelo amerikano – 4:38 (Tony Cicco)

  5. Proiezioni – 4:17 (Loredana Bertè – Maurizio Piccoli)

  6. Fornelli bianchi – 6:01 (Maurizio Piccoli)

  7. Senza di te… (pazza di te) – 4:44 (Loredana Bertè – Corrado Rustici, Alex G Kashevaroff)

  8. Qui in città – 5:44 (Loredana Bertè – Corrado Rustici, Diane Berglund)

  9. Rai & TV – 4:37 (Loredana Bertè – Mario Lavezzi)

 

 

  • Loredana Berté: voce, cori
  • Corrado Rustici: produzione, chitarre, tastiere tracce 7 e 8, programmazione computer, arrangiamenti
  • Walter Afanasieff: tastiere, sintetizzatori traccia 2
  • Paolo Jones: basso
  • Giorgio Francis: batteria
  • Brandon Fields: drum machine
  • Rick Braun: sassofono tenore alto, tromba e flicorno
  • Simona Pirone, Gayle Berry, Miro, Liz Jacks, Vicky Randle, Claytoven: cori

 

 

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“Io” è il primo ed unico album inciso da Loredana perla RCA.

Pubblicato nel 1988, alcuni mesi dopo la sua seconda partecipazione al Festival di Sanremo con il brano “Io, sì io” (o semplicemente “Io”), scritto per Loredana da Tony Cicco della Formula 3.

L’album viene registrato a San Francisco con la partecipazione di Corrado Rustici e raccoglie molti brani firmati da Loredana: “Proiezioni”, “Senza di te… pazza di te”, “Qui in città”, “Rai & T.V.”, sigla degli Europei 1988, scritta con Mario Lavezzi.

Furono tre i singoli estratti dall’LP: “Io, sì io” nel mese di febbraio, in concomitanza col Festival di Sanremo, “Angelo amerikano” (aprile 1988), anch’essa composta da Tony Cicco e presentata sia ad Azzurro che al Festivalbar, e in agosto “La corda giusta”, scritta da Bernardo Lanzetti e presentata al Festivalbar e a Vota la voce, dove Loredana si classifica quinta tra le interpreti femminili.

Nel 1988 Loredana si avvale del management di David Zard, tuttora uno dei più importanti nomi dell’ambiente musicale internazionale. Ma la tournée prevista in quell’occasione viene annullata quasi subito, anche a causa del fidanzamento di Loredana col tennista svedese Björn Borg, che sposerà esattamente un anno dopo.

“Io” è stato ristampato su CD nel 2002 per la serie Gli indimenticabili col titolo Loredana Berté (BMG Ricordi, catalogo 74321913232, etichetta RCA Italiana).

L’album è rimasto per 14 settimane di fila nella top 50 della classifica.

 

(fonti: Wikipedia)

(grazie a Giampiero Zazzaro per i dati di vendita)

 

 

 

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RECENSIONI E CURIOSITA’…

 

“IO, SEMPRE PIU’ IO”

Il nuovo album di Loredana è stato registrato a San Francisco. Stavolta si è cimentata anche come autrice e tutta l’operazione si è svolta sotto il controllo di David Zard, che per la cantante è il top dei manager musicali italiani. Da sempre è una vera appassionata di calcio e una grande rompiscatole. “Forse perché” sostiene, “io dico sempre la verità”.

Milano, un pomeriggio di fine maggio. Loredana mi accoglie nella sua casa di via Ariosto. A pianterreno, l’uscio sempre aperto, due biciclette all’ingresso. La prima rampa di scale porta a un salone di ispirazione vagamente liberty. Ovunque gadget, oggetti di carattere,un numero imprecisato di apparecchi telefonici. Ce n’è uno molto divertente. E’ un orsacchiotto che muove occhi e bocca seguendo in playback le parole di chi risponde. dietro la porta del sottoscala, una gigantografia di Diego Armando Maradona. Un’altra rampa porta alla zona notte. Tutt’intorno un disordine artistico. Loredana mi corre incontro. Fisico asciutto, modellato da due ore al giorno di palestra, gambe smilze, minigonna, scarpe da tennis, un bel giaccone di jeans. Sulle spalle la scritta Hollywood, ricordo delle sue cinque settimane trascorse fra Los Angeles e San Francisco a realizzare l’album “IO”.

– Un album “nuovo”, Loredana, dove ti cimenti anche come autrice…..

“Ci sono due canzoni con i miei testi: “Rai & tv” e “Senza di te (pazza di te)”, un bel lento”

– Perchè il titolo “IO”?

“L’ha voluta David Zard, il mio padre padrone, severissimo consigliere”.

– Com’è nata la decisione di lavorare con Zard?

“Siamo molto simili, spesso ci scontriamo, ma fra noi c’è molta stima. E’ l’unico con cui non abbia ancora litigato, con il quale a un certo punto dovevo mettermi a lavorare per cercare di ottenere i risultati che da tempo sto perseguendo”

Perché gli Stati Uniti?

“A San Francisco c’è il team di Riccardo Rustici, un music-maker italiano che da 10 anni vive laggiù. Lui ha liberato gli studi dove adesso ci sono Narada Micheal Walden e Barbra Streisand. E mi ha detto: Loredana scrivi e sta’ qui. Insieme faremo grandi cose”.

Chi è l’avvocato che ringrazi nei credits del disco?

“E’ Annamaria Bernardini De Pace, il mio avvocato: m’ha fatto vincere tutte le cause. Quella con la moglie di Mike Bongiorno per questa casa, con la Rettore, con i giornali che scrivono e pubblicano stronzate su di me, con mio marito per il divorzio, che ha stipulato il mio contratto con David Zard”.

Chi è il tuo miglior amico?

” Io. ne avevo uno. Si chiamava Leonardo. Ma ora non c’è più. Per il resto me ne sto da sola ormai da 5 anni in questo appartamento….”.

Cosa ti è mancato di più negli Stati Uniti?

” <Tutto il calcio minuto per minuto>, la Gazzetta dello sport, le partite in tv. Ho spinto perché il disco si facesse a New York. Ma non c’è stato verso. Almeno a Est avrei visto le partite del campionato italiano in diretta la domenica mattina”.

Qual’è il tuo modello di campione?

“Quello che sa coniugare potenza,classe e personalità. Gente come Gullit, Senna, Ben Johnson”.

Con chi trascorreresti un week end d’amore?

“Con Walter Zenga. Farebbe meglio a pensare alle rock star invece che alle presentatrici… Ma visto che è già occupato, nemmeno Luca Vialli mi dispiacerebbe”.

Ci aspetta un’estate rock di fuoco….

“Torno a vedere Prince e Terence Trent D’Arby che adoro. Mi mancherà molto Stevie Wonder che di recente ho perso per un pelo in una data vicino all’Italia. Poi non ho voluto perdere Michael Jackson. Uno stratosferico in fatto di confezione del prodotto. Sting ora può anche tornare a casa. Continua a dire che vuole fare il padre. E allora che se ne stia a casa con i figli e smetta di fare l’intellettuale per forza….”.

Loredana, perché dicono che sei la più grande rompiscatole del mondo della musica?

“Perché dico sempre la verità in faccia”.

I tuoi miti di oggi?

“Quelli di ieri: James Dean, Marilyn Monroe. Quelli che hanno rappresentato uno stile di vita. Oggi si consumano in fretta troppi valori, siamo poco stabili”.

E vivi con le cose più moderne, come i computer?

“Ho visto Rustici <guidare> i computer. Lui studia e sa far funzionare queste macchine che riesce a controllare totalmente. Io no”.

Cosa ti manca, Loredana?

“Raggiungere quel momento in cui confluiscono diversi fattori come l’organizzazione del lavoro e il disco giusto. Beh, credo che stavolta ci siamo…”.

Fabio Santini, “Tutto” – 4 giugno 1988

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LEI

Il nuovo album registrato a San Francisco costituisce una piccola svolta nella carriera della cantante e porta un titolo inequivocabilmente egocentrico: ”Io”. E anche l’intervista concessa a “Ciao 2001” è tutta in prima persona. Con un pizzico di arroganza addolcito dal consueto, irresistibile charme

ROMA – Il carnet di Corrado Rustici era pieno zeppo fino a tutto il 1990, si muoveva in sala registrazione alle prese con i provini dei nuovi album di Whitney Houston e Narada Michael Walden, già facevano la fila in lista d’attesa Lionel Richie e Barbra Streisand, dal canto suo tale David Zard aveva fin da quel momento giurato di non interessarsi mai più alla musica italiana… Eppure il miracolo è avvenuto: è stato sufficiente che Loredana Bertè chiedesse di essere prodotta da Corrado: in men che non si dica si sono azionati una serie di meccanismi atti a condurre in porto la realizzazione di un album, l’undicesimo della carriera della cantautrice italiana, che oggi è da mettere senza dubbio nel novero delle migliori proposte discografiche di Loredana Bertè.

“Io” (scritto in collaborazione con Mario Lavezzi) è un disco che saluta, dopo un lunghissimo periodo di silenzio che Loredana si era imposto, una serie di novità. Prima fra tutte il cambiamento di casa discografica che l’ha portata verso i lidi dell’RCA, ma anche la nuova veste costruitale da David Zard. Nell’intento di quest’ultimo e della nuova casa discografica c’è la convinzione di non dover dare il personaggio in pasto alla pubblicità: pochi passaggi televisivi, dunque, e ancor meno interviste, centellinate con grande attenzione. Il disco, assolutamente autobiografico, plaude al debutto di Loredana nella stesura dei pezzi. L’album si apre con la sanremese “Io” qui ribattezzata “Io, si io’, un momento ruffianamente elargito come primo impatto firmato dall’inconfondibile stile di Tony Cicco (suo è anche “Angelo Amerikano”); percorre appagando la sua strada con “La corda giusta” fino ad elevarsi in un crescendo costante sulle note di “Angelo Amerikano”, guarda caso scelta (insieme all’altrettanto valida “Senza di te…pazza di te” ) per il mix confezionato a uso e consumo della radio. Il secondo lato, esaltato da “Fornelli bianchi” e dalla già menzionata “Senza di te…pazza di te” non mostra assolutamente il fianco. Un lavoro, insomma, che altalena sapientemente fra atmosfere e subliment, riff prepotenti e sonorità insinuanti. Del disco, ma anche di molte altre cose abbiamo parlato in un lungo incontro con Loredana…

Per il tuo ritorno sulle scene si sono praticamente coalizzati i più grandi esponenti della casa musicale italiana: da Corrado Rustici a David Zard: un nuovo esordio alla grande…

Erano i tempi in cui Corrado lavorava in sala con il secondo album di Zucchero, mi appassionò moltissimo la competenza che dimostrava nel muoversi fra le macchine, quel voler intervenire a tutti i costi per smussare gli angoli ,ma anche il modo di interessarsi realmente allo sviluppo del prodotto, come se fosse veramente suo. Decisi, allora, che Corrado doveva fare qualcosa per me e con me. Fortunatamente una lunga serie di coincidenze ha fatto sì che la cosa potesse accadere; non ultimo l’interessamento di David Zard a tutta l’impresa, ma anche quello di Piper Frlani (manager di Rustici) che mi ha preferita a un gran numero di mostri sacri che facevano la fila per accaparrarsi Corrado. Intanto, comunque, in questi 2 anni di assenza avevo deciso che era inutile disperdere le forze. Non mi piace lavorare per poco o nulla: mi reputo una persona intelligente e con delle doti, per tale non posso costruire solo per il momento, ma assolutamente pensare anche al domani: ecco perchè ho voluto che per la realizzazione di questo album lavorasse il meglio.

C’è anche l’esigenza in te di lasciare qualcosa di tuo alla storia della musica? No, solo la soddisfazione di fare in modo che il mio lavoro possa arrivare a quante persone e’ possibile.. Il fatto, ad esempio,che David Zard monetizzi sulle mie espressioni musicali, può farmi solo piacere: solo così, infatti, a me è consentito a fare dischi per un numero di appassionati sempre più grande. Abbiamo in casa nostra una grandissima genialità, dobbiamo lavorare molto ora per far crescere anche i nostri organizzatori. Io, con alle spalle David, posso dirmi fortunata.

Durante e sul finire degli anni ’60 la musica davvero bella, per definirsi tale, aveva l’esigenza di essere sotterranea, ”underground” si usava dire: oggi c’è la necessità di conquistare le masse, secondo te è più verace questa o quella dimensione? Credo che comunque inconsciamente anche allora si pensava di conquistare le masse. Solo la mancanza di un Re Mida della situazione ci ha costretti a lavorare per nulla sprecando tantissime energie. Noi siamo come i giapponesi che inquadrano un prodotto e lo riproducono anche meglio. In qualsiasi settore siamo costretti a fuggire all’estero per poterci imporre, guarda gli Oscar che hanno dato ultimamente agli italiani… David Zard è solo lui, in Italia riesce a fare le cose per bene, forse per questo è criticato da chi, invece, non riesce andare più in la di situazioni da due camere e cucina.

Veniamo al disco: a quale dei brani ti senti affezionata in modo particolare, a quelli che hai scritto di tuo pugno? No. Mi sento di poter dire che questo disco è per me intanto una cosa assolutamente nuova che mi trova completamente partecipe. E’ la prima volta che compongo tanto (in passato avevo sempre stravolto pezzi di altri) e scrivermi in prima persona le cose che sento mi ha dato la possibilità di non dover cercare l’autore a me più vicino da poter pilotare: una lotta impari, ma che ho sempre vinto per il passato perché non ho mai cantato cose che non sentissi in prima persona.

Hai registrato il tuo disco in America, ma credi che sia più importante il cuore degli italiani o il grande tecnicismo che riescono a esprimere i musicisti stranieri?

Intanto il quartiere di San Francisco dove ho registrato il disco ha in se molto di Napoli, il cuore italiano, quindi. Poi ho trovato un gruppo che mi ha accolto nei migliori dei modi e mi ha spronato a fare sempre di più e meglio. Corrado poi, malgrado la sua tecnica, ha sempre Napoli nei sentimenti: più cuore di cosi! Pensa che sono entrata in sala di registrazione con un’ LP e sono uscita con tutt’altro materiale. Bella mia, mi ha detto Rustici, questo disco dovrà essere la conferma in Italia che Corrado Rustici non è l’ombra di nessuno. In questo devo dire che ha completamente ragione, lui taglia, disfa come se il disco fosse completamente suo. Questo passaggio è carino, ma potrebbe rendere di più, tagliamolo. – Quest’altra canzone ha uno splendido motivo, scrivici il testo! Ci pensi? io a scrivere i testi da un giorno all’altro spinta a calci, come se fossi stata la cantante giovane da far sfondare. Corrado è stato veramente stupendo e a lui va tutto il merito.

Sui miei appunti ho scritto che questo è l’album più riuscito di Loredana Bertè per le sonorità, per le atmosfere….
Lascia che ti baci… Pensavo realmente la stessa cosa, c’è una pulizia ed un gusto che non ho mai provato prima. E’ un disco che ho vissuto più di ogni altro, un Lp dove non esiste canzone riempitiva, non credo di sbagliarmi se affermo che sono tutti pezzi da poter registrare su 45 giri.

Ora è giunto il momento di ritornare in tournee…

Credo di essere l’unica artista donna ad aver fatto lo stesso numero di concerti dal vivo dei colleghi uomini. Ho sempre portato in giro il fior fiore dei musicisti e cantato dal vivo anche quando non avevo l’album da promozionare, inventandomi sempre situazioni diverse. Ci vedremo presto in grandi spazi, lì dove si possa apprezzare al massimo la mia dimensione. Nei palazzetti dello sport, al limite, ma adatti come se si trattasse di strutture all’aperto organizzati con grandi schermi (e già ti sto anticipando delle cose che non dovrei). Saranno live acts allo stesso livello degli americani, costruiti con grande spettacolarità ma guardando innanzitutto alla musica che deve essere la prima attrice. Che ci sia spettacolo ma che regni la buona musica.

Su queste parole che delineano profondamente la linea di demarcazione fra business e impegno musicale ci salutiamo baciandoci ancora una volta: fortuna di cronisti…

“Ciao 2001” – giugno 1988

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“Primo atto della Bertè dopo il passaggio alla BMG; anche il cast dei collaboratori è tutto nuovo, con Tony Cicco che firma il brano dal sapore corale e mediterraneo. Facile da tenere in mente, molto curato l’ arrangiamento”

Musica & Dischi – febbraio 1988

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“A noi piace molto, è una delle nostre cantanti preferite. Ha una carica incredibile. Grande! Ha un carattere molto aperto, sa stare davanti al pubblico e dialogare con lui. Si sa imporre, le diamo il massimo del punteggio”

Ciao 2001 – febbraio 1988

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“Torna Loredana e sceglie nuovamente il Festival per la sua rentrée ufficiale. Con Corrado Rustici e Lavezzi, autore del brano Tony Cicco, per questa affermazione egoistica ed autoritaria che, naturalmente, ben si cuce addosso alla terribile Bertè. Anche migliore il retro “Proiezioni”, che lascia ben prevedere sulla realizzazione del nuovo album”

Blu – marzo 1988

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“Calato il sipario sul festival di Sanremo si è eclissata … riappare ora a tre mesi di distanza con un disco nuovo, intitolato narcisisticamente “Io”. la grinta è quella di sempre, la voce in un momento di grande maturità, le canzoni a sua immagine e somiglianza, visto che molti testi portano la sua firma. Al di là delle eccentricità, sta di fatto che Loredana Bertè è un’artista che ha saputo creare una propria dimensione nell’ambito della musica leggera italiana, giocando con il suo personaggio con divertimento, senza dimenticare il filo delle emozioni e della sincerità che alla fine risulta vincente.”

Vincenzo Mollica, TG1 – 22 aprile 1988

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“Loredana Bertè ha fatto le cose in grande per il suo atteso rientro: un disco che si intitola IO (senza dubbi ne timori psicologici) e una copertina articolata in più dimensioni. Prima un involucro bianco, quasi un ovattata bomboniera che contiene la vera “cover” con le belle foto di Alberto Tolot immerse nell’ azzurro di Los Angeles. La Bertè appare in grande forma, essenziale e sexy come ai tempi del suo primo album “Streaking”: solo un paio di jeans, una schiena asciutta e pose che sembrano colte distrattamente al volo… Un io aggressivo in corsivo (come una firma) sul fronte, gli altri io sul retro quasi a sottolineare che Loredana Bertè di personalità ne ha più di una”

Max – maggio 1988

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“Loredana è forse il personaggio più cocciuto e intransigente del nostro panorama musicale. Così ha preferito rimanere in silenzio per due anni, attraversando una tempesta fatta di ricerche di un contratto discografico. L’ episodio sanremese non ci aveva convinto molto e invece l’ album contiene delle canzoni di immediato impatto. Maurizio Piccoli le regala un brano bellissimo, “Fornelli Bianchi”, così come fa anche Bernardo Lanzetti con “La corda giusta”. Per il resto la Bertè si è affidata alle sue doti di autrice di testi, con spunti sicuramente originali…”

Blu – maggio 1988

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“Un ritorno in grande stile quello di Loredana Bertè con la Bmg e il protettorato di David Zard. L’ album “Io – Loredana Bertè”, programmatico sin dalle indicazioni del titolo ripropone, tre anni dopo il raffinato “Carioca”, un artista che fa della grinta la sua arma migliore, sfruttando anche l’ immediatezza dei testi, in buona parte scritti dalla stessa Loredana. Quello che più convince è la voce, al solito potente fino a sfiorare la raucedine e la qualità dei suoni. Diverte invece Rai & tv dedicata ai videodipendenti dello sport”

Francesco De Vitis

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“Tigre da palco e teleschermo; Loredana è grande sempre, nell’ amore e nei furori. “Io, si io” è un brano che la scolpisce a tutto rilievo e così pure gli altri dell’ album…”

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Sanremo 88 ( 24-25-26 Febbraio )

“GLI ANNI PASSATI HO PARLATO TROPPO. QUEST ANNO CANTO!”

Il sipario si apre sull’ edizione n. 38 del festival, la seconda per Loredana… Per due anni la Bertè era stata lontana dalle scene quasi a voler programmare un suo ritorno in grande stile. Difatti questo Sanremo prometterebbe bene visto che quest’ anno Loredana ha alle spalle un manager “di lusso” come David Zard. Ma qualcosa come al solito non va è probabile che la critica ancora non si sia dimenticata dello “scandalo” di due anni prima e benché Loredana durante questo festival sia insolitamente tranquilla (“…Finché non è disinnescata la Bertè è una bomba che può brillare da un momento all’ altro…”) questo non basta per farle ottenere un piazzamento onorevole.

I Look

“…Grintosa e tre volte donna” esordisce Miguel Bosè, conduttore del festival, “… Avete capito di chi sto parlando? ” dal pubblico si levano delle voci “Loredana, Loredana!”… “Loredana Bertè ci canta IO…”

Delusi (forse) quelli che si aspettavano un pancione-bis vedono apparire una Loredana stile “damina del ‘700” con indosso un vestito verde corto, scarpe da ginnastica e calzini bianchi arrotolati alla caviglia, collana e braccialetto con il tricolore italiano. Insomma una donna sexy e patriottica. Appena sul palco Loredana esordisce con un “Grazie… e buon divertimento!” e da li parte la base con un ritmo vivace e trascinante… Nelle serate successive Loredana adotta più o meno lo stesso look; nella seconda indossa un vestito simile a quello verde ma di colore nero e che le lascia scoperte le giarrettiere, nella terza serata un vestito sempre nero, più aderente e con un grande fiocco.

Le Critiche

Anche per quest’ anno le critiche negative si sprecano ma come sempre tutti parlano dei look di Loredana invece di interessarsi e giudicare i testi delle sue canzoni

“… Poco credibili Loredana Nestlè nelle vesti della caramella e Luca Barbarossa in quelle di Mickey Rourke…” (Edoardo de Angelis)

“… Loredana è prigioniera del suo personaggio ormai logoro, la Oxa è annoiata e demotivata…” (Maria Luisa Giulietti)

“… Voto: 5 a Loredana Bertè perché come al solito dice delle cose giuste espresse nella maniera peggiore…” (Blu ’88)

Le Frasi Famose

“Loredana come stai?” “Peggio di così non si può”

“A quando un’intervista?” “Gli anni passati ho parlato troppo. Quest’ anno canto!”

“Voglio diventare una bella vecchia proprio come Tina Turner”

…Alle prime note della sua IO, durante le prove la Bertè ha smesso di cantare ed ha urlato “Questa non è la mia canzone! “. Si trattava infatti di una vecchia base successivamente scartata e modificata… Sempre alle prove, durante un colloquio con il regista Moretti che cercava di spiegarle alcune esigenze di ripresa Loredana, tagliando corto, ha risposto “il Festival serve per vendere dischi, non telecamere”…

 

 

(Grazie ad Alberto Gilardi)