SAVOIR FAIRE (1984)

Copertina 2

 

TRACKS

  1. Ragazzo mio – 4:09 (Luigi Tenco)

  2. Savoir faire – 4:23 (Enrico Ruggeri)

  3. La curiosità – 4:32 (Enrico Ruggeri – Luigi Schiavone)

  4. Petala – 4:21 (Ivano Fossati – Djavan)

  5. Una sera che piove – 3:20 (Bernardo Lanzetti)

  6. Was ist das? – 4:20 (Maurizio Piccoli)

  7. Full circle – 4:25 (K.Hain, Phil Palmer)

  8. Non finirà – 4:00 (Enrico Ruggeri – Luigi Schiavone)

  9. Tv color – 3:50 (Guido Guglielminetti) – (Solo musicassetta e ristampa su CD)

 

 

  • Loredana Berté: voce, cori
  • Ivano Fossati: produzione, tastiere, chitarre, percussioni
  • Phil Palmer: chitarre
  • Peter Veich, Kenny Craddock: tastiere
  • Ian Maidman: basso
  • Jamie Laine: batteria e drum machine
  • Louis Jardim: percussioni
  • Gary Barnacle: sassofono
  • Nicola Kerr, Mary Cassidy: cori

 

 

Retro

 

 

“Savoir faire” viene pubblicato nel luglio del 1984 su etichetta CBS.

L’album, il secondo per l’etichetta CBS, viene registrato a Londra ed è l’ultimo prodotto da Ivano Fossati. L’album si apre con una personale e riuscita versione di “Ragazzo mio”, un omaggio a Luigi Tenco.

Loredana prosegue la collaborazione con Enrico Ruggeri, di cui interpreta tre brani: “Savoir faire” (che dà il titolo all’album), “La curiosità” e la struggente “Non finirà”.

Tra i brani, anche “Petala”, secondo pezzo tratto dal repertorio del musicista brasiliano Djavan, tradotto da Ivano Fossati. L’anno successivo Loredana dedicherà un intero album (“Carioca”) all’artista brasiliano.

Ancora una volta Loredana decide di non estrarre alcun 45 giri dall’album, e uno dei brani promossi è “Una sera che piove”, scritta da Bernardo Lanzetti. Nel corso degli anni, Loredana ha ripreso più volte questo brano nei vari concerti dal vivo.

La canzone “Full circle” doveva essere promossa a livello europeo (vi suonò anche Phil Palmer), anche attraverso un videoclip, che però non fu mai realizzato.

Nelle versioni compact disc e musicassetta, è presente il brano “Tv color”,  scritto dal bassista Guido Guglielminetti.

L’album è stato ristampato su CD dalla CBS (466394 2).

 

(Fonti: Wikipedia)

 

 

RECENSIONI E CURIOSITA’…

 

“SONO QUASI UNA SIGNORA”

È uscito recentemente “Savoir faire”, il nuovo album di Loredana Bertè

Imprevedibile, bizzarra, bravissima Bertè: ogni anno di questi tempi arriva puntuale il suo nuovo disco, una collezione di canzoni che faranno da colonna sonora all’autunno. Oramai Loredana è diventata uno dei punti fissi della nostra musica leggera, interprete di gran rendimento, capace di passare dal repertorio commerciale a brani apprezzati anche dal pubblico rock, in grado di ben figurare nelle consuete passerelle televisive così come di “esaltarsi” e trasmettere tutto il suo entusiasmo negli spettacoli dal vivo . Ogni stagione un nuovo album, un nuovo look, una nuova filosofia da diffondere con tre-quattro minuti delle sue canzoni: per questo 1984 l’appuntamento è stato anticipato durante l’estate. Infatti “Savoir faire” è uscito alla fine di luglio, un periodo strano per l’acquirente di dischi che in agosto certo non frequenta i negozi di musica.

Perché questa scelta?

“In effetti tutto era stato programmato per settembre, come vogliono le regole del mercato” spiega Loredana “ma poi ci abbiamo messo meno tempo del previsto a registrare il materiale e sia a me sia alla casa discografica spiaceva tenere nel cassetto un disco di cui tutti eravamo soddisfatti. Ecco il motivo dell’esperimento: non credo comunque che date diverse dal solito possano influire sull’esito di un disco. Penso che Savoir faire sia stato partorito velocemente perché avevamo le idee ben chiare e non c’è stato bisogno di ripetere, limare, cominciare da capo come capita in altre occasioni: un lavoro riuscitissimo, sotto tutti i punti di vista”.

Come è avvenuto il cambio di look e anche di interpretazione per questo Savoir faire?

“Mi ero stufata del post-atomico, così come mi succede dopo qualche mese di abbigliamento e acconciatura ben precisi. Non è tanto per la moda che cambio ogni anno, ma semplicemente perché devo dare una svolta al mio modo d’essere, interiore ed esteriore allo stesso tempo. Ecco, dunque, che parallelamente diversifico disco dopo disco anche il repertorio: quello di Savoir faire mi sembra pi raffinato e profondo, mentre in Jazz c’era sicuramente un impatto maggiore al primo ascolto. Nella vita si cambia, si cresce, guai a dimenticarsene sul lavoro, per una cantante soprattutto”

Perché quell’inserimento del brano di Luigi Tenco, Ragazzo Mio, proprio all’inizio del disco?

“Vuole essere anche una specie di avvertimento: che ci sono cose molto belle, magari lontane nel tempo, che meritano di essere riscoperte da quei giovanissimi che negli anni Sessanta ancora non erano nati. È un’operazione che ho affrontato con grande amore e rispetto: Ragazzo Mio è una delle pagine pi belle in assoluto della canzone italiana. Non è mai troppo tardi per accorgersene”.

Quanto ha influito il matrimonio nel rinnovato carattere di Loredana Bertè come artista?

“Mi ha dato stabilità e sicurezza , mi sono calmata, ma questo è anche un processo naturale, andando avanti con gli anni. Allo stesso tempo abbiamo evitato di sentirci ingabbiati da un rapporto istituzionale: mio marito, per esempio continua a vivere a New York, mentre io ho Milano come base. Siamo in pratica rimasti nella condizione di due fidanzati. Ci vediamo spesso, ma senza costrizioni, quando ne abbiamo voglia,e poi lui non è per niente geloso, è una persona adorabile: altrimenti non saremo mai andati d’accordo”.

Avete pensato a costituirvi come famiglia, magari con l’aggiunta di un erede?

“Ne abbiamo parlato ma, ma il discorso è ancora prematuro: certo un figlio arriverà, ma il problema si porrà fra due tre anni, quando anche in base a considerazioni professionali reciproche pensiamo di poter vivere insieme nella stessa città. Allora sarà un passo naturale, necessario, da farsi”.

Vivi a cavallo di città tanto diverse tra loro, Milano, New York, adesso Londra dove hai registrato Savoir faire: ti attrae così tanto la metropoli?

“Certo, mi trovo perfettamente a mio agio. Milano è diventata il migliore punto di riferimento e oramai non rimpiango piú Roma, dove comunque ho trascorso molti anni della mia vita, da ragazza, quando muovevo i primi passi nel circuito artistico. A New York ho parecchi amici e mio marito, oltre ad averci realizzato diversi dischi; proprio per evitare la routine ho voluto cambiare e per Savoir faire ho scelto Londra. È città leader per le produzioni musicali: gli studi sono all’avanguardia, il giro di musicisti è fittissimo e ricco di talenti. È importante avere buon feeling con la città dove lavori: a Londra il rapporto è stato splendido e lo stesso Ivano Fossati, che ha curato tutto il disco, è dell’opinione che ci torneremo anche la prossima volta”.

Hai mai pensato di stabilire una collaborazione musicale con tua sorella Mia Marini?

“Sono progetti e pensieri rimasti sempre nell’aria. Non credo, però, ci siano possibilità concrete di incontrarci a breve termine: Mimì è in un periodo di crisi, vorrebbe smettere di cantare per qualche tempo, ha un senso di nausea e credo che lascerà Milano, anche perché le hanno dato lo sfratto. Tutto sommato non c’è coincidenza di vedute sul piano musicale, ma non è mai detta l’ultima parola”.

Dopo aver rivisitato Tenco ed esserti affidata ai testi di giovani autori, c’è qualche altro personaggio cui chiederai in futuro dei nuovi pezzi?

“Era già stato stabilito il contratto con Paolo Conte, il musicista che più mi affascina attualmente in Italia. Avevamo concordato un paio di pezzi per questo mio nuovo album, ma poi è stato costretto all’inattività per un paio di mesi, a causa di una fastidiosa malattia. Ma l’appuntamento è soltanto rinviato: conto anche su di lui per il 1985”.

Quali sono in questo momento i tuoi progetti piú immediati?

“Un po’ di vacanze, fatte a singhiozzo, visto che in agosto farò tre spettacoli in esclusiva per Bussoladomani, mentre a settembre mi butterò a capofitto nella promozione televisiva si Savoir faire, cercando di far coincidere anche le date per le riprese di un film. Mi hanno proposto una parte di attrice in un film che si girerà a Barcellona tra settembre e ottobre: è un esperienza che mi diverte, anche perché la parte assomiglia molto alla mia vita. Sarò infatti una cantane in cui posso riconoscermi abbastanza facilmente: e ci saranno anche alcuni miei brani nella colonna sonora”.

E la dose annuale di concerti?

“Se ne parlerà in autunno inoltrato: una trentina in Italia e forse altrettanto all’estero. Dovrei tornare in Unione Sovietica, dove ero stata già nei mesi scorsi per uno special televisivo.so già che mi toccherà viaggiare molto, il che non è sempre divertente, soprattutto se hai le scadenze di lavoro e non puoi fermarti dove vuoi, vedere quello che vuoi. Quando sono lontana soffro anche di nostalgia, amo il mio Paese e soprattutto Milano, casa mia.”

Tutto – 1984

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ADESSO LA SIGNORA HA IMPARATO A VIVERE

E’ l’avventuriera del rock italiano . Loredana ha una grande forza: quella di essere protagonista della sua vita, di rischiare e  pagare in prima persona.Ha anticipato sempre le mode perchè è un’istintiva e, come gli animali, percepisce quello che le sta accadendo intorno. La Berté é un camaleonte:sa essere grintosa, sexy, dolce ed eterea. Questa è la sua fortuna: non appartiene a niente e a nessuno, non segue la strada più facile, non insegue filoni sfruttati. In tre parole: è un’artista. In questo momento è anche una donna serena, tranquilla: ha recentemente pubblicato l’album “Savoir faire”, suo marito Roberto le è accanto, per un mese è in una splendida villa in Versilia per provare con i suoi musicisti. Farà tre concerti in agosto a Bussoladomani ed è in gran forma. come sempre nella sua vita le soddisfazioni professionali e private si confondono…..

Perchè l’album ha per titolo “Savoir faire”?

“Innanzitutto è una frase accattivante, ha un bel suono, e poi spero che riesca a catturare l’attenzione del pubblico che ancora non mi conosce”.

A chi ti riferisci?

“All’Europa. Il disco uscirà in tutta Europa e contiene anche un brano in inglese,<Full circle>, che uscirà, sempre all’estero, come singolo”.

Hai inciso anche “ragazzo mio”, un brano di Luigi Tenco. Come mai?

“Ivano Fossati è pazzo di Tenco e così mi ha proposto il brano già arrangiato. A me è piaciuto tantissimo e spero che i teen-agers lo ascoltino con attenzione”.

La tua collaborazione con Fossati è molto produttiva. Cosa hai trovato in lui?

“Non so, Ivano ha un modo strano di lavorare, anzi di rivestire i pezzi a mia misura. Riesce a dargli spessore e poi mi lascia molta libertà interpretativa”.

L’anno scorso avevi fatto il video de “Il mare d’inverno”. Ne farai un altro per il nuovo disco?

“Sicuramente quello del pezzo in inglese che andrà in tutta l’Europa; in Italia non lo so ancora. Vorrei fare qualcosa con <Petala>, un pezzo di cui sono innamorata e che presenterò a <Fantastico 5>, dove sarò ospite fissa per 3 puntate”.

Si ha fatto tanto parlare di una tua partecipazione a un film….

“Non è ancora sicura, proprio in questi giorni sto leggendo il copione di questo film che sarà una grossa coproduzione tedesco-americana. A me interessa soprattutto fare la colonna sonora”.

Tu che ruolo dovresti ricoprire?

“Una piccola parte dove interpreterei me stessa: una cantante molto passionale e grintosa”.

In questo momento però ti vedo molto rilassata, serena….

 “E’ vero, prendo tutto con allegria, ho imparato a vivere, a vedere le cose con un certo distacco”.

Ti si legge in faccia. Ma anche fisicamente sei in grande forma. Che cosa hai fatto?

“Mi sono fatta mettere a posto una deviazione del setto nasale che mi portava un raffreddore perenne e fastidioso. Poi, mi sono rifugiata 15 giorni in una clinica a Roma e mi sono sottoposta a una dieta disintossicante”.

In alcune foto di questo servizio hai posato con una bambina. Hai voglia di avere un figlio?

“Taci, mi sta venendo una voglia di mamma. Comunque tra due anni lo farò un figlio e lo regalerò a mio marito per la seconda laurea”.

Ora Roberto è in vacanza con te. Non è difficile il vostro rapporto dato che lui vive in America?

“Proprio per questo l’anno prossimo lui lavorerà a Parigi, sempre nel campo della finanza. saremo un po’ più vicini”.

Hai sposato un uomo che non ha niente a che fare con l’ambiente musicale…

“Lui è un cervellone, diventerà un grande economista”.

Nella villa che ospita Loredana in Versilia c’è anche Roberto Maioli (24 anni), suo marito. E’ un ragazzo schivo, riservato, che non ha mai parlato ai giornali….

Roberto, tua moglie dice che desidera un figlio. Sei d’accordo?

“In questo momento dico che non è possibile perchè siamo entrambi in ascesa professionalmente. Nell’86 ne riparleremo”.

Com’è Loredana in privato?

“Una donna affascinante”

 

TV Sorrisi e Canzoni – 1984

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LOREDANA BERTE’ – SAVOIR FAIRE 1984

Un disco che sta per compiere 20 anni. Diretto e graffiante, ma anche drammatico nelle sfumature. Mai sopra le righe, ma ricco di classe

L’avevamo già scritto introducendo Traslocando: Loredana Bertè ha portato nella musica italiana una trasgressione di qualità sposando il talento con grandi canzoni. E’ quindi un peccato che le nuove generazioni non ne conoscano a fondo la discografia, condizionati dall’oblio in cui la cantante in questi ultimi anni ha vissuto. Savoir Faire, pubblicato nel 1984, parte da dove si era fermato un anno prima Jazz raccogliendo in otto tracce un ventaglio di canzoni scritte da importanti autori della scena cantautorale italiana tra i quali alcuni assidui frequentatori delle sue opere, come Enrico Ruggeri, Ivano Fossati e Maurizio Piccoli. L’esordio del disco, una produzione di livello internazionale a cui ha contribuito il chitarrista Phil Palmer, è però affidato a una cover di un classico di Luigi Tenco, Ragazzo mio, brano di enorme intensità reso qui piuttosto duro da un arrangiamento giocato semplicemente su un giro di basso e chitarra con una batteria a tratti portata in primo piano. Il testo, bellissimo, viene reso dall’interpretazione di Loredana Bertè più tragico e ammonitore: “Ragazzo mio, un giorno sentirai dire dalla gente, che al mondo stanno bene solo quelli che passano la vita a non far niente. Non credere, non essere anche tu un acchiappanuvole che sogna di arrivare”. A seguire Savoir Faire, una delle canzoni più sorprendenti nate dalla mano di Ruggeri (presente anche nel suo album Tutto scorre da noi già recensito) che rispetto all’interpretazione data dall’autore sembra qui più ovattata, forse complice un ritmo con il freno più tirato. Il testo, di consueta intelligenza, merita una citazione: “Gli altri che contornano la nostra vanità, mentre ci agitiamo come scimmie in libertà, per non ritrovarci mai da soli con noi”. Incalzante e trascinante è La curiosità, anch’essa uscita dalla penna del cantautore milanese in accoppiata con il suo altre-ego Luigi Schiavone, racconta che “Passa un’altra giornata buttata in un angolo, troppe voci si incrociano con la mia, la vita scivola via e si rincorre la scia dell’ultimo miraggio nella prateria…”, con un ritornello a esplodere.

Petala è la prima ballata del disco: altra cover questa volta firmata per il testo da Ivano Fossati, da un brano dell’autore brasiliano Djavan, interpretata con rabbia mista a dolcezza, contornata da un duetto pianoforte e sassofono da brividi. La tensione aumenta in Una sera che piove che, composta da Bernardo Lanzetti, presenta un testo di un realismo sorprendente: “Milano in macchina una sera che piove, la radio sempre accesa, brucia la nostra canzone”, canta la Bertè immedesimandosi in modo convincente nella parte. Savoir Faire riprende a scalpitare con Was ist das con cui Maurizio Piccoli ridona all’interprete calabrese uno spartito su cui scaricare tutta la sua grinta (“E sopra a un battello a vapore solcavo un Danubio d’amore
e la scia sembrava un vestito da sposa, ma quella cabina non era la mia”) che si stempera nella successiva Full circle, in inglese; un brano che ci fa capire come se la Bertè fosse nata in California oggi probabilmente sarebbe una star internazionale. Chiude (perlomeno l’edizione in vinile) la ruggeriana Non finirà, molto classica nella struttura per dei versi sempre frutto di grande osservazione della vita: “E il volto poi si scoprirà segnato, da tante storie che nessuno ha raccontato, senza finale, una commedia musicale di solitudini a Natale con chi non ti capiva mai, ma c’è una luce speciale negli occhi tuoi”. La Bertè la interpreta da par suo rispettandone la drammaticità, senza strafare. In musicassetta e CD è presente anche un ultimo brano, Tv color, scritto da Guido Guglielminetti, che narra a tempo di marcetta come “TV è informazione, è un modo per non muoversi mai più, TV è la faccia nuova della vecchia situazione, la scelta limitata alla pressione su un bottone…”. Dopo venti anni non è cambiato niente…

www.livecity.it – Alvaro Delmo

 

 

(Grazie ad Alberto Gilardi)

 

 

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