NORMALE O SUPER (1976)

Copertina

TRACKS

  1. Sei bellissima (Claudio Daiano, Gian Pietro Felisatti) – 4:50

  2. Serenade (O.Avogadro, Daniele Pace, Mario Lavezzi) – 2:58

  3. Per effetto del tempo (Ivano Fossati, Oscar Prudente) – 3:42

  4. Gli orologi (Mogol, Mario Lavezzi) – 3:18

  5. L’attrice (Alberto Salerno, Mario Lavezzi) – 3:21

  6. Meglio libera (Oscar Avogadro, Daniele Pace, Mario Tessuto, Umberto Napolitano) – 4:02

  7. Indocina (Oscar Avogadro, Daniele Pace, Mario Lavezzi) – 3:55

  8. Aiutami (Alberto Salerno, Massimo Salerno) – 3:25

  9. Adesso che e’ mattino (Gian Pietro Felisatti, Claudio Daiano, Oscar Avogadro, Daniele Pace) – 3:37

  10. Brucerei (Oscar Avogadro, Daniele Pace, Lorenzo Pilat) – 3:16

  11. Piccola io (Alberto Salerno, Massimo Salerno) – 3:17

  12. Spiagge di notte (Daniele Pace) – 3:00

 

 

 

Retro

 

 

“Normale o super” è il secondo album di Loredana Berté, pubblicato nel 1976 su etichetta CGD.

L’album esce a distanza di un anno dal successo commerciale di “Sei bellissima”, che aveva segnato l’inizio della collaborazione di Loredana con Mario Lavezzi, suo nuovo compagno e produttore, dopo la fine della relazione col tennista Adriano Panatta.

Il lavoro discografico, che può essere considerato il vero inizio del discorso musicale di Loredana, ospita brani a sfondo sociale come “Meglio libera” e “Indocina” (che tra l’altro compongono il 45 giri estratto dall’album), senza però dimenticare il filone provocatorio iniziato due anni prima, presente in questo album con brani come “Serenade”, “Gli orologi” e “L’attrice”: tutti brani di un fortissimo impatto musicale, in cui vengono esaltate le atmosfere rock e la vocalità dell’artista, già potente, ma non ancora matura come nei lavori che seguiranno.

Ivano Fossati e Oscar Prudente firmano il brano “Per effetto del tempo”, che – in anticipo di due anni sulla successiva hit scritta dagli stessi autori per Patty Pravo, “Pensiero stupendo” –  gioca sulla tematica del rapporto di coppia, come in “Sei bellissima” o in “Aiutami” (già incisa dalla sorella Mia Martini, ma pubblicata soltanto postuma).

Il singolo “Meglio libera” raggiunge la posizione numero 23 dei singoli più venduti in Italia, con una permanenza totale di 19 settimane in classifica. Loredana decide di presentare il brano ad Adesso musica, con un look assolutamente casto (camicia, giacca e gonna lunga), come del resto appare sulla copertina del disco: in cappotto, alla fermata della metropolitana, rinnegando così gli esordi “piccanti”, per attirare l’attenzione sulle sue doti artistiche.

L’album è stato ristampato nel 1993 su CD (CGD 4509 91398-2).

Esistono due versioni di “Sei bellissima”,  entrambe del 1975: la prima (aprile) è disponibile solo su 45 giri e contiene la frase, censurata dalla RAI «A letto mi diceva sempre non vali che un po’ più di niente»; nella seconda (luglio) il verso è stato sostituito con «e poi mi diceva sempre».

 

(fonti: Wikipedia)

 

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Normale o super interno

 

RECENSIONI E CURIOSITA’…

 

 “Il mio vero discorso musicale comincia solo adesso con ‘Normale o super’, in questo LP nulla è lasciato al caso, abbiamo curato tutti i particolari, si è trattato di un lavoro serio, d’équipe. Con me hanno collaborato tra gli altri, Vince Tempera, Mario Lavezzi, Bob Callero, Gianni Dall’Aglio, in pratica quasi la formazione completa del Volo”.

Loredana Berté (Nuovo Sound, 30 Aprile 1976 )

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LOREDANA BERTE’: “ DOPO 4 ANNI SONO UN’ ALTRA PERSONA ”

E’ uscito da pochi giorni ‘Normale o Super ‘il secondo album della sorella di Mia Martini, un disco che potrebbe permetterle di affermarsi definitivamente nel mondo della canzone. Un simbolo degli Anni Settanta? In tournée con uno spettacolo ‘fantascientifico’ […]

Loredana Berté, un’artista che già rappresenta, per molte ragazze, un traguardo, una figura da imitare. […] per lei, la musica e, in secondo luogo, la carriera cinematografica, sono cose serie, attività che devono essere svolte con la massima applicazione. […]

”Ormai sono passati due anni da ‘Streaking’; la Loredana Berté attuale è un’altra persona. Oggi mi considero soprattutto una cantante, ogni altra attività è subordinata alla musica […] In genere, poi, chiudo i miei spettacoli con un pezzo, ‘Indocina’, assai diverso dagli altri: mentre lo interpreto, su un grosso telone bianco vengono proiettate immagini di repertorio riguardanti, appunto, l’Indocina e le sue recenti guerre. In pratica, mi comporto quasi come un annunciatore del Telegiornale. Non è una cosa facilmente ‘digeribile’, perché il filmato è molto crudo, ‘cattivo’, il pubblico, logicamente, reagisce nei modi più diversi, ed io raggiungo il mio fine: provocare delle reazioni, positive o negative che siano”.

Il pubblico, però, potrebbe sentirsi mistificato: come può coesistere un brano sulla guerra in Indocina con delle canzoni d’amore? “Io canto quello che sento: anche se i brani non li compongo personalmente, i vari autori, che sono tutti miei amici, me li costruiscono addosso, è come se li concepissi io stessa. Quando parlo dell’ Indocina non faccio altro che esporre una situazione reale, io sono assolutamente contraria ai ‘filoni’: non è giusto intraprendere una strada e percorrerla in eterno solo perché è conveniente”. Una presa di posizione netta ed inequivocabile, suffragata, inoltre, dai fatti; un’ennesima circostanza che conferma la forza di volontà, la voglia di arrivare a qualcosa di serio e concreto, la chiarezza di idee, soprattutto, di Loredana, caratteristiche indispensabili per diventare quel personaggio di cui si diceva prima, quel simbolo positivo costituito da una donna consapevole e matura. Nei prossimi mesi, probabilmente, si deciderà il suo destino artistico […]

Nuovo Sound, 30 Aprile 1976

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[…] Il disco, le cui foto di copertina (sempre realizzate da Mauro Balletti sotto la direzione di Luciano Tallarini ) propongono la Berté sulla banchina in attesa della metropolitana, unica figura a colori in mezzo a una folla anonima in bianco e nero, appare musicalmente eterogeneo e trova uniformità solo negli arrangiamenti di Vince Tempera. Da una parte ci sono motivi melodici dalla struttura prevedibile, che affrontano il tema amoroso ricalcando le intuizioni dei due 45 giri di successo (“Sei bellissima”, “Meglio libera” ) […]  

[…] A queste canzoni si affiancano brani più originali e complessi, come “L’attrice” ( A. Salerno – Lavezzi ), astioso dialogo con la rivale (“Lui una donna sa cos’è / perché gliel’ho insegnato io cos’è l’amore”) e soprattutto “Gli orologi” ( Mogol – Lavezzi ) (“…Io per te le mie braccia aprirei /per fermarti / Tu chi sei?”), primo esempio della ancora oggi proficua collaborazione di Mario Lavezzi con Mogol. […]

[…] Sul pericolo di annullare se stessi nella stanchezza di un rapporto è incentrata “Per effetto del tempo”,  la bellissima e già incontrata canzone scritta con Oscar Prudente da Ivano Fossati… […]

 

Paolo Marsich (Loredana Bertè. Non sappiamo le strade (Ma sentiamo le cose) – Bastogi Editore 2000 )

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“[…] Il feeling artistico tra Lavezzi e la Berté è immediato e il fatto che i due vadano d’accordo anche nell’intimità non guasta. L’anno successivo a “Sei bellissima” è pronto l’album, grazie al quale Lavezzi (autore di gran parte delle composizioni ) sposta il tiro dall’immagine sexy, evocata dalle mises della ragazza e dai testi dei brani precedenti.

Il lavoro è decisamente più impegnato, anche se il traino del long-playing resta “Sei bellissima”. Le altre canzoni parlano di attualità (“Meglio libera” è decisamente femminista, qua e là spuntano versi importanti sul sociale) e mostrano un lato più impegnato della Berté: bella e provocante, sì, ma con cervello. A Lavezzi va il merito di aver messo Loredana davanti ad uno specchio e aver letto nei suoi pensieri, scolpendo strofe e ritornelli non soltanto sul suo corpo e per la sua voce, ma anche in relazione alla sua testa. […]”

(Grazie ad Alberto Gilardi)