TIR (1977)

Copertina

TRACKS

  1. Sono donna – 3:50 (Mamared – Fausto Leali)

  2. Amico giorno – 4:50 (Oscar Avogadro, Daniele Pace – Mario Lavezzi)

  3. Baby – 2:46 (Oscar Avogadro, Daniele Pace – Arturo Zitelli)

  4. Grida – 4:02 (Oscar Avogadro, Daniele Pace – Gilberto Sebastianelli)

  5. Uomini – 2:50 (Oscar Avogadro, Daniele Pace – Mario Lavezzi)

  6. Le tre verità – 4:17 (Mogol – Lucio Battisti) – Cover di Lucio Battisti

  7. Domani domani – 3:22 (Claudio Daiano – Zeronero)

  8. Uomo nuovo – 3:45 (Oscar Avogadro, Daniele Pace – Carmelo Carucci)

  9. Ricominciare – 3:00 (Oscar Avogadro, Daniele Pace – Mario Lavezzi)

  10. Foglia (fiabe) – 3:53 (Oscar Avogadro, Daniele Pace – Mario Lavezzi)

Foto 1

T.I.R. è il terzo album di Loredana Berté, pubblicato nel 1977 su etichetta CGD.

L’album, che non si discosta molto da quello precedente, è una sintesi del percorso musicale finora intrapreso da Loredana.

Accanto a brani di natura femminista come “Sono donna”, “Baby e “Uomini”, in cui l’emancipazione femminile si scontra con la famiglia intesa come istituzione, o con l’altro sesso, trovano spazio anche brani più “urlati”, come “Grida” e “Ricominciare”, rispettivamente lato A e lato B del singolo uscito per la promozione dell’album.

Il lavoro discografico ospita però anche canzoni in cui l’interpretazione di Loredana è più sofferta, introspettiva come in “Amico giorno” e brani più convenzionali come “Domani domani” e “Uomo nuovo”, più indirizzate verso tematiche legate al rapporto di coppia e alla solitudine.

Insolitamente, nell’LP non sono presenti le canzoni “Fiabe” e “Anima vai”, lato A e lato B del singolo pubblicato nei mesi precedenti all’uscita del 33giri, sebbene “Fiabe” avesse riscosso un notevole successo radiofonico, grazie alla realtà delle “emittenti libere”. I due brani, entrambi di fortissimo impatto, permettono a Loredana di riprendere un tema a lei molto caro, quello del femminismo e della condizione della donna e di continuare un suo discorso personale sul tema del disagio sociale. Nell’LP il brano “Fiabe” viene ripreso, per la parte musicale, con un nuovo testo, un nuovo arrangiamento e un nuovo titolo (“Foglia”).

Sono molte le collaborazioni dell’album, da Fausto Leali, che  firma “Sono donna” e interviene con Mario Lavezzi in un’originale rilettura della battistiana “Le tre verità”, fino a  Mia Martini, Milena Cantù (“la ragazza del Clan”), che partecipano ai cori insieme agli stessi Leali e Lavezzi. Vince Tempera produce ed arrangia l’LP.

Lo stesso anno, Loredana vince il premio Vota la voce come “Rivelazione dell’anno”.

L’album fu promosso anche attraverso uno speciale girato dalla RAI, dal titolo Un viaggio in TIR, ed è stato ristampato nel 1997 su CD (CGD East West 3984 21379-2).

 

(Fonti: Wikipedia)

 

 

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RECENSIONI E CURIOSITA’…

 

“IL MIO TIR PER TUTTI VOI”

Sta percorrendo le strade di tutta Italia con il suo Tir, chilometri e chilometri ogni giorno , e ogni sera eccola sul palcoscenico, sempre pronta a offrire brividi d’emozione a chi va ad ascoltarla e a vederla.

Lei, la sexy, la superstar, la “gambalunga”, si offre al pubblico con aggressività ma anche con dolcezza e allora è come scoprire una Loredana Berté diversa…

“Mi porto dietro l’etichetta della spregiudicata e dell’esibizionista solo perché ho avuto il coraggio, un po’ prima della altre, di mostrarmi senza veli. Io, qualche anno fa, quando ho inciso il mio primo disco, apparivo nuda all’interno della copertina, e poi andai a finire anche sul solito giornale per soli uomini, ma non avevo nessuna intenzione di essere provocatoria. Per me il nudo non è mai stato un fatto peccaminoso…”

 

—E oggi come ti senti fra tanto trionfare di “sexy-music”?

  “A me non fa molto effetto, ma capisco che lo spettatore, dopo tanti personaggi all’acqua e sapone, possa anche essere abbastanza colpito da questa improvvisa ondata di erotismo musicale. Troppe cantanti hanno scoperto che basta mettersi delle tutte attillatissime e magari mostrare qua e là qualcosa per ottenere successo… Sembra l’ultimo ritrovato per cercare di risollevare le sorti abbastanza in crisi della nostra musica leggera”

 

—Hai iniziato pure tu seguendo queste regole, e anche oggi, nelle tue varie esibizioni, non sembri aver dimenticato la lezione…

“Io intanto, ho cominciato molto prima di tutte queste signore o signorine appena arrivate e, proprio perché mi discostavo dalla normale immagine della cantante, sapevo di rischiare molto. Il pubblico italiano è abbastanza tradizionalista e si abitua alle novità con molta diffidenza. Io, d’altra parte, non volevo scioccarlo. Volevo solo essere me stessa, senza inibizioni e senza falsi moralismi, come ero sempre stata. All’inizio è stato difficile, soprattutto perché dovevo convincere che non bluffavo, ma alla fine la gente ha cominciato a capirmi e a volermi bene…>>

 

— Il pubblico ha di te un’immagine di “mangia-uomini”, sempre disponibile ad ogni avventura. Tu sei realmente cosi?

“Ma figurati! Sono una che sogna ancora il principe azzurro, cioè l’uomo vero e grande, e soprattutto per sempre…”

 

—Cos’è per te l’amore?

“Sofferenza, innanzitutto. Anche se sei felice, anche se hai voglia di gridare dalla gioia, in fondo al cuore c’è sempre qualcosa che ti fa male…però è bello star male per amore: aiuta a crescere, a maturare, a diventare più forti, anche se gli uomini spesso ti feriscono con le incomprensioni e l’egoismo”.

 

Lucia Castagna, “Boy Music”, 17 settembre 1978

 

(Grazie ad Alberto Gilardi)